mercoledì, maggio 21, 2008

Bassolino allo specchio

RIFIUTI: BASSOLINO, CAMORRA? IN GIRO VEDO BRUTTE FACCE


(ANSA) "Penso che bisogna dire le cose come stanno: dietro il problema dei rifiuti non ci sono soltanto la camorra e la criminalita', ma ci sono anche la camorra e la
criminalita'. Vi sono brutte facce in giro e la camorra da sempre e' interessata a gestire discariche illegali o a gestire rifiuti tossici. Lo ha detto Antonio Bassolino".

In foto una brutta faccia, quella che Bassolino vede più spesso...

L'arroganza di Bassolino a Porta a Porta.

Si è appena conclusa, alla presenza del dittatore semianalfabeta della Campania(il cui nome, per senso del pudore, non sarà pronunciato), la puntata più grottesca della storia di Porta a Porta. Bruno Vespa, preferendo il gossip alla cronaca, pur di prendere le difese del Balbuziente di Afragola e confermarsi un asservito, ha finito per prendersi gioco dei cittadini di Chiaiano in collegamento esterno che manifestavano la loro indignazione. Questi ultimi, infatti, hanno ripetutamente attaccato gli amministratori campani facendo più volte il nome di Bassolino (scusatemi per la parolaccia!), senza che il diretto interessato intervenisse mai per rispondere ad accuse specifiche e, magari, provasse a difendersi. Anzi, quando, con la sua solita faccia di tolla, ha bofonchiato qualcosa nel suo italiano stentato, si rivolgeva agli astanti come se nulla fosse e ignorando gli attacchi mossigli. Poi, ad un certo punto, dai cittadini di Chiaiano stufi di sentire l'ennesimo sproloquio del governatore, sono partiti fischi e insulti al suo indirizzo, ma Vespa ha fatto togliere immediatamente l'audio di modo che il lìder maximo ha potuto confermarci le sue paranoie.

Da Bassolino, un po' per la faccia di tolla che si ritrova e un po' perchè non sa l'italiano, non sapremo mai nulla sul processo a suo carico nè lo vedremo andarsene di sua spontanea volontà. Non avendo dignità, intende calcare la scena - contro la volontà del pubblico - fino alla fine. E i fischi non sono ammessi.

Spiace che gli Italiani, dopo aver visto in tv le immagini di Napoli ricoperta dai rifiuti, abbiano dovuto trovare anche Bassolino a Porta a Porta.

Al peggio non c'è limite.

giovedì, maggio 15, 2008

NON SI PUò PIù TACERE

CLAUDIO VELARDI, L'ASSESSORE DI BASSOLINO, SI SCAGLIA CONTRO GLI ADEPTI DEL SUO PRESIDENTE

"Ormai siamo oltre il livello di guardia: la situazione dei rifiuti è di nuovo insostenibile. E intollerabile è l’atteggiamento della politica e delle istituzioni, lo dico misurando bene le parole. Da alcune settimane c’è stato un generale allentamento della tensione sul tema rifiuti. Malgrado il lavoro incessante di Gianni De Gennaro e i grandi sforzi di Walter Ganapini, nella sostanza non sono stati aperti siti per la raccolta, non sono state rispettate scadenze e procedure per l’avvio generalizzato della differenziata, non si intravede un’uscita strutturale dalla crisi. Nel frattempo abbiamo visto nelle ultime settimane sfilare insieme - in tutta la regione - politici e piccoli delinquenti contro i timidi tentativi di affrontare l’emergenza. Si sono succedute irresponsabili dichiarazioni di amministratori, fino alla penosa presa di posizione del Consiglio comunale di Napoli dell’altra sera. La classe dirigente della città ha firmato una dichiarazione collettiva di incapacità di governo, abdicando totalmente al proprio ruolo, che dovrebbe essere quello di guidare i cittadini, e di indicare, quando è il caso imporre, soluzioni (anche sgradevoli) ai problemi. Ma la caduta di tensione è generalizzata. Dal giorno successivo alle elezioni tutti aspettano l’arrivo salvifico di Berlusconi: un atteggiamento che giudico autolesionistico e anche vagamente immorale. Intanto autolesionistico, perché l’intervento del governo ci sarà, darà dei risultati (come sperano tutti i cittadini, e io con loro), e la classe dirigente locale subirà un’ulteriore delegittimazione. Ma anche immorale, perché scaricare così le proprie responsabilità non è degno, appunto, di una classe dirigente che voglia dirsi tale. In questa situazione, io sento una duplice necessità. Da due mesi e mezzo incontro operatori turistici, albergatori, amministratori locali, turisti, cittadini che vogliono dare una mano, su questo blog sviluppo con voi un dialogo crescente: è un patrimonio di relazioni che voglio sviluppare e fare crescere, su cui si gioca anche la mia personale credibilità. Non posso (e non voglio) fare la guardia al bidone vuoto, non posso (e non voglio) prendere in giro il prossimo, dicendo che la soluzione del problema è vicina. Dall’altra parte, non metto in discussione il mio rapporto di fiducia e di lealtà con la giunta regionale e con Bassolino: penso sia l’unico pezzo di classe dirigente che cerca di far fronte alle grandissime difficoltà. Ma proprio per questo dobbiamo rapidamente dare una scossa a tutti. Altrimenti i nostri sforzi saranno assolutamente vani".

VELARDI INIZIA BENE ATTACCANDO GLI UOMINI PIAZZATI DA BASSOLINO NEGLI ULTIMI 15 ANNI, MA POI SI PERDE PER LA STRADA GIURANDO ANCORA FEDELTà ETENRA ALL'AFRAGOLESE.
APPREZZIAMO IL GESTO, MA SOLO A METà.

Il neoassessore di Bassolino, esasperato, boccia la maggioranza di cui fa parte sperando di farsi cacciare.

Sono bastati 2 mesi al neoassessore regionale al Turismo, CLAUDIO VELARDI - d'alemaniano di cappa e spada - per comprendere con quale marmaglia divide il talamo
Nel suo blog ha attaccato duramente il comune di Napoli scrivendo che "gli amministratori comunali sono irresponsabili e penosi. Non farò la guardia al bidone.
E' immorale scaricare le proprie responsdabilità su Berlusconi"

Peccato solo che si sia dimenticato di aggiungere che LA GIUNTA REGIONALE è PERSINO PEGGIORE...



Claudio Velardi spara sul «quartier generale». Alzo zero, soprattutto nei confronti del Comune di Napoli. Sul suo blog, l’assessore al Turismo della Regione Campania parla dell’emergenza rifiuti, ricordando che la «situazione è di nuovo insostenibile». La colpa? «La classe dirigente della città che ha firmato una dichiarazione collettiva di incapacità di governo, abdicando totalmente al proprio ruolo, che dovrebbe essere quello di guidare i cittadini, e di indicare, quando è il caso imporre, soluzioni (anche sgradevoli) ai problemi». Parla di «irresponsabili dichiarazioni di amministratori, fino alla penosa presa di posizione del Consiglio comunale di Napoli dell’altra sera». Il riferimento di Velardi è alla decisione del Consiglio comunale di Napoli di opporsi alla realizzazione della discarica di Chiaiano, alla periferia della città.
Dopo questa prenessa e questo affondo, Velardi sembra sul punto di gettare la spugna. «Non posso (e non voglio) fare la guardia al bidone vuoto, non posso (e non voglio) prendere in giro il prossimo, dicendo che la soluzione del problema è vicina - conclude - Dall’altra parte, non metto in discussione il mio rapporto di fiducia e di lealtà con la giunta regionale e con Bassolino ( e qui hai perso tutti i punti che avevi guadagnato...): penso sia l’unico pezzo di classe dirigente che cerca di far fronte alle grandissime difficoltà. Ma proprio per questo dobbiamo rapidamente dare una scossa a tutti. Altrimenti i nostri sforzi saranno assolutamente vani».
Ma l'ex braccio destro di D'Alema si scaglia anche contro chi si attende un intervento messianico da parte di Berlusconi, continuando nel contempo nella tattica del tanto peggio tanto meglio. «Non si può più tacere, e intollerabile è l’atteggiamento della politica e delle istituzioni, lo dico misurando bene le parole». «Dal giorno successivo alle elezioni tutti aspettano l’arrivo salvifico di Berlusconi: un atteggiamento che giudico autolesionistico e anche vagamente immorale - spiega Velardi - Intanto autolesionistico, perchè l’intervento del governo ci sarà, darà dei risultati, come sperano tutti i cittadini, e io con loro, e la classe dirigente locale subirà un’ulteriore delegittimazione. Ma anche immorale, perchè scaricare così le proprie responsabilità non è degno, appunto, di una classe dirigente che voglia dirsi tale».
«Da alcune settimane c’è stato un generale allentamento della tensione sul tema rifiuti - sottolinea Velardi - Malgrado il lavoro incessante di Gianni De Gennaro e i grandi sforzi di Walter Ganapini, nella sostanza non sono stati aperti siti per la raccolta, non sono state rispettate scadenze e procedure per l’avvio generalizzato della differenziata, non si intravede un’uscita strutturale dalla crisi». «Nel frattempo - aggiunge - abbiamo visto nelle ultime settimane sfilare insieme, in tutta la regione, politici e piccoli delinquenti contro i timidi tentativi di affrontare l’emergenza. Si sono succedute irresponsabili dichiarazioni di amministratori».

E maiali, incuranti, continuano a pappare...

Il presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo ha presentato un pacchetto di dodici nomine per altrettanti enti regionali. Apriti cielo. È scattata, immediata, la polemica all'interno dell'assemblea. A sollevarla il capogruppo del Pd in consiglio Mario Sena che ha dipinto come «indegno» l'accaduto. Ovvero che la Lonardo - sotto processo per concussione - si sia avvalsa di poteri sostitutivi previsti dalla legge per varare il pacchetto, nelle more dell'assemblea, inerte da più di un anno su questo versante. «Sono state fatte nomine di cui apprendo dai giornali - ha tuonato Sena - Scelte fatte non secondo i criteri delle competenze ma privilegiando il rapporto personale e politico (capirai che novità, per Lady Mastella e gli amici di Basso!) . Gli altri fanno le lottizzazioni, e io devo avallarle? In sette anni - ha proseguito - di Consiglio non ho mai fatto una nomina (poverino, fategliene fare una!). Per le rimanenti 50-60 nomine chiedo di procedere con criteri diversi, di trasparenza e professionalità. I nomi che leggo - ha concluso - sembrano scelti per appartenenza politica».

La bufera per le nomine soffia soprattutto tra le fila del Partito democratico (AAA CERCASI OPPOSIZIONE!. Tanto che in aula è andato in scena un vivace battibecco tra Sena e il collega di partito Antonio Amato. Quest’ultimo che si è rivolto in modo polemico al suo capogruppo esclamando: «Tutto questo per quattro nomine di...». Altri malumori nel Pd con Anzalone e Iossa che hanno manifestato l’intenzione di abbandonare i lavori. Perciò, seduta sospesa e conferenza dei capigruppo convocata da Sena e presto abbandonata da An per protesta mentre era ancora in corso.


QUALCUNO, SE VEDE L'OPPOSIZIONE, CI AVVISI.
AH, COME DITE?
SONO OCCUPATI A RACCOGLIERE PER TERRA LE BRICIOLE?
NON NE DUBITAVAMO...

mercoledì, maggio 14, 2008

Il processo slitta verso la prescrizione, si va al 2 luglio.

Per un difetto di notifica ad alcuni imputati, il processo slitta al 2 luglio. Aula affollata dagli avvocati, gli imputati assenti

È stato rinviato al 2 luglio prossimo il processo davanti alla V sezione del Tribunale di Napoli (Collegio C) nei confronti di 28 imputati, tra i quali il governatore della Campania Antonio Bassolino, accusati di irregolarità nella gestione del ciclo di smaltimento dei rifiuti in Campania. Il rinvio è stato determinato dal difetto di notifica per alcuni imputati nonchè dalla necessità di comporre un nuovo collegio giudicante, in quanto un magistrato del Collegio C aveva chiesto il trasferimento all’ufficio Gip e un altro giudice è ammalato( ma guarda un po' il caso che ti combina...ndr). Nel corso dell’udienza ci sono state nuove costituzioni di parte civile di Comuni della Campania e associazioni ambientaliste. L’udienza, che è tuttora in corso, si sta svolgendo in un’aula affollatissima per la presenza di numerosi avvocati della difesa e delle parti civili nonchè di cronisti e uomini delle forze dell’ordine. Un ambiente apparso inadeguato ad ospitare un numero così consistente di persone tanto che il presidente Clara Donzelli ha disposto che a cominciare dal 2 luglio prossimo il processo sarà celebrato in un’aula più capiente della Corte di Assise, sempre all’interno del nuovo Palazzo di Giustizia al Centro direzionale. All’udienza di oggi sono assenti quasi tutti gli imputati.

D'ERCOLE (AN) - «Di questo passo occorreranno tempi biblici per arrivare alla conclusione». È quanto ha sostenuto il capo dell’opposizione in Consiglio Regionale, Francesco D’Ercole, a commento del rinvio. «Sicchè - ha proseguito - il rischio di prescrizione per alcuni reati, paventato, per l’ennesima volta, appena qualche giorno addietro, diventa sempre più consistente e preoccupante».

Lo spettacolo è rimandato al 2 luglio...

Germania, processo a Bassolino a reti unificate

L'inizio del processo a carico del governatore Antonio Bassolino davanti ai giudici della quinta sezione penale del tribunale di Napoli riporta in primo piano nei media tedeschi le devastanti immagini del capoluogo campano invaso dai rifiuti. Il “Müllskandal” (lo scandalo della spazzatura) è stato infatti il tema centrale, insieme con il terremoto in Cina, del programma mattutino trasmesso a reti unificate dai due canali Ard e Zdf della tv pubblica. Successivamente, l’argomento è stato approfondito anche alla radio, nel programma nazionale della Deutschlandfunk, attraverso un’inchiesta molto critica e dettagliata firmata da Karl Hoffmann. Nel servizio televisivo realizzato da Peter Dalheimer per Ard e Zdf si esprime l’opinione che assai difficilmente i giudici napoletani riusciranno a fare chiarezza sull’intreccio tra politica e camorra e a colpire i responsabili. “La giustizia italiana è la più lenta d’Europa, dieci-quindici anni per un processo non sono una rarità - commenta l’autore del servizio -. E intanto le montagne dei rifiuti crescono”.

N.B. E intanto, mentre oggi il processo è per l'ennesima volta slittato, Bassolino non si è nemmeno degnato di recarsi in aula. Tanto i media continuano a proteggerlo!

mercoledì, maggio 07, 2008

Ma un ladro può fare il governatore della regione campania?

lunedì, aprile 21, 2008

BASSOLINO HA VINTO!

CampaniArrabbiata.blogspot.com

Siamo tipi sportivi e sappiamo riconoscere le nostre sconfitte: Bassolino è invincibile e l'ha dimostrato sul campo. 15 anni di inchieste con un inizio ma senza un esito, di danaro pubblico sperperato e di scandali periodici non sono stati sufficienti a scalfire il potere dell'uomo che ai magistrati dichiara, senza nessun imbarazzo, "di firmare le carte senza leggerle". La cupola politica di cui egli è referente continua a difenderlo pubblicamente, i giornali tacciono e l'opposizione - già evaporata da tempo - non è reperibile. E' ovvio, allora, che l'Afragolese si senta impunito e continui a umiliare i sudditi campani convocando una conferenza stampa e intimando al nuovo governo Berlusconi di voler gestire lui i soldi per i rifiuti perchè i miliardi bruciati nell'ultimo decennio non gli bastano.

Bassolino è insaziabile e ad andarsene non ci pensa minimamente. Lui l'ha già dichiarato: se ne andrà dalla regione solo quando lo vorrà lui e si libererà un'altra poltrona, quella di parlamentare europeo. Quindi tra un anno. Davanti alla voracità di quest'uomo, confessiamo di sentirci delle nullità, anzi dei frustrati, perchè tutta la insofferenza non abbiamo mai celato si è dimostrata vana. Noi, che ancora ci indignamo, siamo fuori dal nostro tempo e dobbiamo prenderne atto.

L'unica cosa che ci rincuora è che se Bassolino, nonostante abbia tolto ogni speraza ed entusiasmo ai sudditi campani, l'ha fatta franca con le istituzioni umane, di certo non potrà mancare all'appuntamento con una giustizia più alta che gli farà pagare tutte le pene che ha inflitto a noi.

Di scrivere di Bassolino, arrivati a questo punto, non ne possiamo più: ci ha preso con la stanchezza, con la strategia più vile che sia, quella del logoramento. Ma ha vinto.

Per questo motivo, non potendone più di quest'uomo, abbiamo deciso di non occuparci più della personificazione del MALE, ma di affrontare argomenti più generali che ci provocheranno meno bile.

Antibassolino va in pensione - anche se non è escluso un suo ritorno in servizio - per lasciare spazio ad una nuova leva, ossia CampaniArrabbiata.
In questo nuovo blog affronteremo i temi della politica nazionale e locale con un occhio di riguardo alla nostra terra. Non sarà una riedizione di questo blog, perchè - oltre a cercare di occuparci il meno possibile dell'uomo di Afragola - tenteremo di valutare come il GOVERNO D'OCCUPAZIONE PADANO che sta per insediarsi tratterà la nostra colonia.

L'APPUNTAMENTO, QUINDI, è SULL'ALTRA PIATTAFORMA, MA - PER FAVORE - NON DITELO ALL'AFRAGOLESE...SAREBBE CAPACE DI VENIRE A TURBARE LA NOSTRA ATTIVITà ANCHE Lì!

martedì, aprile 15, 2008

E ORA, BASSOLINO, LIBERACI DALLA MONNEZZA: VATTENE!

Per la prima volta, dopo 15 anni di governo e vittorie, la sinistra è uscita con le ossa rotte da un'elezione in Campania. E' chiaro, infatti, il segnale che i cittadini hanno voluto dare ai governanti. Il PD in Campania 1 (Napoli e provincia)si è attestato al 30%, Di Pietro al 5% e la Sinistra Arcobaleno al 3%. E' andata persino peggio in Campania2 con il PD fermo al 28,1% e La Sinistra Arcobaleno al 2,3%. Il Popolo della Libertà, per questo successo elettorale senza precedenti, deve sicuramente rendere grazie non alla caratura dei propri candidati ma ad Antonio Bassolino, la cui ostinazione a non dare le dimissioni ha indotto gli elettori a votare per i suoi avversari.

La sconfitta del Lìder Maximo di Afragola e della sindaco Jervolino è sicuramente la prima chiave di lettura che va data di queste elezioni. E' stata un'ecatombe per le sinistre in ogni area della regione tranne che nei quartieri dell'alta borghesia di Napoli, il Vomero e l'Arenella, dove probabilmente le collusioni dei colletti bianchi con la cupola dei palazzi di Santa Lucia e di San Giacomo sono più articolate. Si tratta di una richiesta che viene dal popolo che non può più essere ignorata. L'uomo di Afragola comunque potrà ritirarsi soddisfatto visto che, benchè non possa più farsi vedere in giro, è riuscito a strappare una candidatura per il parlamento europeo e a fare eleggere i suoi: infatti andranno in Parlamento sua moglie Anna Maria Carloni, Maria Fortuna Incostante, Teresa Armato e Luisa Bossa; tutto l'harem del governatore.

Va aggiunto, inoltre, che il crollo della Sinistra Comunista è da addebitare sicuramente a Pecoraro Scanio che, nonostante sia stato dislocato in Puglia, non è stato dimenticato dai cittadini che, infatti, hanno ignorato la sua coalizione di appartenenza.

Il voto dei Campani, sicuramente ben consci che anche con il PdL (e l'invasione Leghista!) nulla cambierà al governo, non può più essere ignorato perchè dal basso è partito un ordine con efficacia immediata e non più rinviabile:

DELLA SPAZZATURA NON NE POSSIAMO PIù E BASSOLINO VA PRESO A CALCI IN CULO SUBITO.

NON TRA UN ANNO.

martedì, aprile 08, 2008

L'ultimo ricatto di Bassolino e compari

Il nostro beniamino ieri, a meno di una settimana dal voto, ha annunciato che tra un anno (se non gli viene, come speriamo, un colpo prima!) ci lascerà. Per non far sprofondare il PD alle prossime elezioni, D'Alema gli ha imposto di promettere ai Campani che presto sparirà e lui, il Cacaglio, ha chiesto in cambio una candidatura per il parlamento europeo.

Che Mr Monnezza sia ancora in circolazione e non sia ancora stato preso a calci in culo dai suoi stessi compagni di partito, è già una indecenza assai poco tollerabile. Che ora siano addirittura arrivati a negoziare un voto in cambio di un atto dovuto già da tempo, è cosa ancora più irritante che mostra tutta l'arroganza e lo scarso rispetto per i cittadini che impersonano i referenti politici di Bassolino.

D'Alema, facendo promettere al novello Fidel Castro di Afragola che presto sloggerà, ha tentato il tutto per tutto sapendo che i campani - nella speranza di vedere un po' di luce - possano cedere al ricatto e non affossare il PD alle urne.

La mossa - chissà, forse ispirata dal suo consigliori, l'assessore creativo Velardi -sa di vera e propria intimidazione mafiosa: campani, o votate PD, o vi tenete lo sciacallo.

Quest'ultimo, del resto, è ormai un uomo solo che, pallido e dimagrito, si nasconde. Se prova ad uscire di casa rischia il linciaggio, in diverse strade di Napoli è comparsa la scritta "BASSOLINO IN GALERA!", ogni notte ignoti persecutori gli portano la spazzatura sotto casa per ricordargli cosa è, persino i suoi vecchi clientes - almeno ufficialmente - gli voltano le spalle. Eppure lui poggia ancora il suo bel culetto paffuto sulla poltrona del contribuente e gli esponenti più autorevoli del suo partito si ostinano a difenderlo davanti alle telecamere, pur pensando in segreto ad un modo per liberarsene.

Va aggiunto che Veltroni Il Viscido, con un colpo di teatro geniale, ha scelto di venire a chiudere la sua campagna elettorale a Napoli e Bassolino sul palco con lui è l'ultima cosa che desidera. La settimana scorsa a Salerno e Caserta, pur di non imbattersi nel Cacaglio o in qualche contestatore, il leader del PD aveva incontrato i suoi elettori in luoghi che ospitavano un ristretto numero di persone. Ora si avvia verso Napoli, anche se non ci vorrebbe mai venire, figurarsi se vuole Bassolino a portata di telecamere e di fischi.

Gli aspicia degli auguri sono tutt'altro che favorevoli.

venerdì, aprile 04, 2008

VELTRONI in Campania in fuga da cittadini e Bassolino.

Stavolta Walter Il Viscido non ha più potuto rinviare il suo tour elettorale in Campania e, con la massima discrezione, ha iniziato dalla periferia del regno, cioè da Caserta. La Campania non è più la carta vincente della sinistra così come è da 15 anni, a tal punto che, improvvisamente ,la seconda regione più popolosa della nazione si è trasformata da meta fondamentale per la vittoria in tappa di passaggio.

Due anni fa sia la CdL - con Berlusconi, Fini e Casini - che la sinistra (con Fassino, D'Alema, Rutelli e Bassolino) hanno chiuso la loro campagna elettorale a Napoli, oggi si guardano bene dal provarci: temono contestazioni (e fanno bene).

Infatti Walter Il Viscido, stamattina, non si è offerto alla folla, ma si è rintanato in una casa-famiglia alla presenza di un centinaio di persone, la maggior parte delle quali giornalisti. Fuori, in una piazzetta, ad attendere il leader del PD c'erano più ombrelli aperti che persone. Un gelo desolante.

Tanto più che, mentre a Caserta Wòlter ha parlato alle telecamere di pugno duro "contro il voto di scambio", DON Tonino Bassolino era a Napoli a cianciare con Fioroni di "MERITOCRAZIA a partire delle scuole". Proprio lui, Totonno, che a scuola era una capra e che ha trasformato le istituzioni in una pappatoia per amici, ha dovuto ripiegare su Fioroni perchè IL LEADER DEL SUO PARTITO NON LO VUOLE A PORTATA DI TELECAMERE E SI VERGOGNA DI LUI.

Così in Campania oggi è andato in scena una commedia dall'epilogo - tuttavia - drammatico per via di un leader che si vergogna di stare con chi gli porta voti (di "ri-cambio", non di scambio, per carità: non facciamo prendere collera a Walty!) e ha fatto occupare le liste da suoi uomini (o mogli) fidati.

Povero Walter, capitano coraggioso che teme i suoi mozzi.

LA SOLA CHE RIDE

IL Verde Pecoraro Scanio, attualmente dislocato dalla Sinistra Arcobaleno in Puglia per paura che in Campania sia preso a bastonate, è accusato di associazione a delinquere e corruzione per lo smaltimento dei rifiuti


ROMA - Favori in cambio di appalti. Viaggi, telefonini e altri regali sarebbero stati concessi ad Alfonso Pecoraro Scanio, responsabile del dicastero per l'Ambiente, per concludere affari e ottenere concessioni. Gli atti dell'inchiesta avviata dalla procura di Potenza sono stati trasmessi ieri al tribunale dei ministri. Reato ipotizzato: associazione a delinquere e corruzione. Saranno adesso i giudici di Roma a dover valutare se effettivamente Pecoraro si sia fatto pagare vacanze all'estero e soggiorni in alberghi extralusso da alcuni imprenditori che volevano occuparsi dello smaltimento dei rifiuti della Campania e altri che avrebbero ottenuto l'incarico in esclusiva per organizzare le trasferte del ministero.

L'indagine prende via alcuni mesi fa. Indagando sul fotografo milanese Fabrizio Corona, il pubblico ministero Henry John Woodcock arriva alla Visetur, un'agenzia di viaggi di alto livello che oltre all'organizzazione di tour, si occupa di noleggio di elicotteri e aerei privati, affitto imbarcazioni, servizio scorte per personaggi famosi. Vengono messe sotto controllo alcune utenze telefoniche e nelle conversazioni intercettate si parla anche di Pecoraro Scanio. Uno dei titolari della Visetur è Mattia Fella, suo fratello sarebbe inserito nella lista dei consulenti dell'Ambiente. L'agenzia avrebbe ottenuto recentemente l'appalto per occuparsi di alcune trasferte ministeriali. E avrebbe poi organizzato viaggi gratuiti per lo stesso Pecoraro Scanio.

In particolare, durante il periodo natalizio, il politico avrebbe soggiornato nel prestigioso hotel a sette stelle inaugurato il 15 dicembre scorso in galleria a Milano. L'accusa ritiene che questi viaggi fossero la contropartita concessa dagli imprenditori del settore turistico. Nelle ultime settimane sarebbero stati interrogati alcuni collaboratori del ministro proprio per avere conferma delle vacanze trascorse all'estero e a Milano. Ma poi gli accertamenti si sono allargati ad altri appalti e l'indagine delegata ai carabinieri del Noe — e in particolare al capitano Ultimo, famoso per aver catturato Riina — si è concentrata sugli altri appalti sulla spazzatura. Alcuni imprenditori, anche loro finiti sotto intercettazione, avrebbero infatti affermato di aver trattato con Pecoraro Scanio la possibilità di smaltire in un termovalorizzatore che gestiscono in Grecia, una parte dei rifiuti campani. Anche in questo caso — sostiene il magistrato — il ministro avrebbe ottenuto una contropartita per il suo interessamento pur non riuscendo a garantire che l'affare andasse in porto. Sembra infatti che l'appalto, al quale era interessata anche un'azienda denominata Sogena, non sia stato assegnato.

La trattativa di cui gli imprenditori discutevano nei colloqui al telefono sarebbe stata avviata agli inizi dell'anno, ma proprio in quei giorni il governo ha poi deciso di affidare la gestione dell'emergenza al prefetto Gianni De Gennaro. Il tribunale dei ministri dovrà adesso valutare gli elementi raccolti dal pubblico ministero di Potenza e stabilire se siano sufficienti a procedere. Bisogna infatti verificare se si tratti di millanterie o se invece quanto affermato dai titolari delle imprese celasse contatti reali con il ministro. Controlli anche sulla cessione di due telefonini intestati ad altrettante società. Accertamenti che, a dieci giorni dalle elezioni politiche, non mancheranno certamente di riaprire il dibattito politico. Fiorenza Sarzanini

martedì, marzo 25, 2008

La mostra di Bassolino: zero visitatoril

La Regione Campania ha speso 300mila euro per una mostra a New York sulle ceramiche. Visitatori: zero.

E i maiali non si saziano mai...

sabato, marzo 15, 2008

Il PD presenta la lista della monnezza

Analisi delle candidature del PD in Campania.

Walter Il VISCIDO, leader indiscusso del PD, tanto bravo a proporsi sui media come l'uomo del rinnovamento, si smentisce continuamente nei fatti. Che il paraculo juventino sia inaffidabile lo si è visto già quando convocò d'urgenza l'organigramma del partito per fare quadrato attorno al Signor Bassolino.

Ne abbiamo avuta la conferma all'atto di presentazione delle liste al Sud e, in particolare, in Campania. Infatti WALTERUCCIO, se al Nord ha provato ad inserire elementi di novità, al SUD ha paracadutato i trombati e gli impresentabili della scuderia di Bassolino.

Analizziamo i nomi uno ad uno:

capolista in Campania 2 alla Camera sarà la giovane e tanto pubblicizzata PINA PICIERNO. Laureata in Scienze della comunicazione con una tesi sul Boss di Nusco, tra le sue indimenticabili dichiarazioni non possiamo non ricordare: «De Mita è stato un innovatore». Tuttavia, quando De Mita è stato cacciato dal PD perchè troppo anziano, la Picierno si è trasformata ex abrupto da demitiana in veltroniana prendendo - senza remore - il posto dell'uomo che le ha fatto fare carriera politica. Sarà pure giovane, ma a 26 anni dimostra già di essere moralmente corrotta. Se Veltroni avesse davvero voluto liberarsi dello spettro di De Mita avrebbe dovuto rinunciare ai suoi voti non candidando 2 demitiani come TINO IANNUZZI, il segretario regionale del suo partito e ALFONSO ANDRIA, eurodeputato, ex presidente della provincia di Salerno e mancato sindaco. Due anni fa è stato sconfitto a Salerno da Vicenzo De Luca, una delle pochissime persone serie e valide del PD in Campania.

A proposito, attenzione alla pubblicità ingannevole: tra i candidati, troviamo anche ENZO DE LUCA, ma non si tratta dell'aprprezzato sindaco bensì dell'ex assessore ai lavori pubblici della regione Campania, un altro demitiano.

Segue un personaggio di contorno improponibile come il Signor TONINO CUOMO, un ex socialista, che non più di 4 anni fa si è candidato alla presidenza della provincia di Salerno con Forza Italia e che ora, passando prima per la Margherita (di cui De Mita è stato sempre segretario regionale), non ha avuto problemi ad approdare al PD. Incapace di formulare una frase di senso compiuto, di Antonio Cuomo non conosciamo il titolo di studio. Il suo spessore politico, culturale e morale è tale che sarebbe un'offesa per il lettore dilungarsi troppo su un simile personaggio.

Passiamo a Napoli e provincia, capolista per Campania 1 sarà l'uomo che ritenne troppo frettolosamente di avere una banca, ossia il pugliese romanista MASSIMO D'ALEMA. Costui, che della Campania se ne frega altamente e l'ha pure dichiarato, ha voluto iniziare la sua campagna elettorale a POMPEI. Ora, visti i trascorsi non proprio da portafortuna di D'Alema, si teme una nuova eruzione del Vesuvio.

Sempre in Campania 1 troviamo una serie di ex assessori piazzati da Bassolino e collusi con il governo che ha distrutto la Campania: INCOSTANTE, VILLARI, LUISA BOSSA, TERESA ARMATO. In quota Bassolino c'è poi la conferma di ANNAMARIA CARLONI in BASSOLINO, la moglie. Buon gusto avrebbe voluto che si fosse fatta da parte, ma come pretenderlo da una che sposa Bassolino? La first lady, nonostante il suo passato da comunista di ferro, ha un debole - come gran parte della dirigenza dei DS - per le banche e, infatti, è funzionaria della Banca Popolare di Ancona. Sul suo sito non compaiono accenni al marito, non mancano però foto con le bandiere rosse del PCI.


Al Senato, invece, ci sono i barbari, ossia stranieri in cerca di poltrone. Capolista è l'uomo dell'italia di Mezzo, MARCO FOLLINI. Seguono OLGA D'ANTONA - vedova del sindacalista ucciso che fu collaboratore di Bassolino - l'amico dei trans SILVIO SIRCANA, il leccapiedi di Prodi GIULIO SANTAGATA. Tutti stranieri tranne il signor LUIGI NICOLAIS, un ex bassolinano oggi in concorrenza con l'afragolese ed ex ministro prodiano.

In definitiva le liste si contraddistinguono per la presenza di papponi, cialtroni, politicanti, accattoni, mercenari, analfabeti e stranieri. La maggior parte dei candidati non sono Campani, mentre i restanti - essendo demitiani o bassolinani - sono senza patria.

Con questo ennesimo affronto ai Campani, il Partito Democratico ha confermato di considerare la nostra regione una pattumiera. Anche se, va sottolineato, presentando la lista della monnezza almeno si è dimostrato coerente.

Non possiamo nemmeno dire che si tratta di suini di prima scelta, perchè sono sempre gli stessi che si riciclano. Lavoisier di certo non aveva torto a dire che nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma...in monnezza.

Prossimamente le liste del PdL.

giovedì, marzo 06, 2008

CIAO, CIAO BAMBINO!


Un atto di Clemenza: Demente Mastella non si candiderà alle politiche, ma non brindate ancora. E' plausibile un accordo sottobanco per appoggiare De Mita capolista con l'Udc in Campania 2. Inoltre, in regione, Sandra Lonardo tiene sotto scacco il pesce grosso, il vero boss, ossia Antonio Bassolino.

martedì, marzo 04, 2008

La Campania per il PD è una discarica.

Il PD presenterà in Campania D'Alema, Silvio Sircana, Giulio Santagata e Follini. Nessun campano e nessuno che sia mai interessato ai problemi di questa terra. E' la
evidente il tentativo di arginare la perdita di consensi e la presa d'atto che questa regione è incapace di selezionare una classe dirigente sana.

BOICOTTA IL PD, BOICOTTA IL PARTITO DI BASSOLINO

Lo vedi che lo sai?

Nel 1993 si scagliava contro la corruzione e chi ha distrutto Napoli incoraggiando la magistratura a ripulire la politica. Oggi - invece - si ostina a non mollare la presa per il rinnovamento che auspicava e attacca duramente la magistratura che, seppur con ritardo, lo sta finalmente braccando. A buon intenditor...

Boicottare il PD

Un iscritto al Partito democratico annuncia che NON VOTERà PER IL SUO PARTITO per la pavidità dimostrata con Bassolino.



"Bassolino non lascia la presa. È sordo all'invocazione che gli rivolgono, ogni giorno, uomini di scienza e di cultura, intellettuali, saggi, della sua parte politica e non. Come non aveva dato ascolto alle esortazioni, sacrosante, del Capo dello Stato. Ora dice no pure a Veltroni, che lo ha invitato a fare la «cosa giusta». La quale pensiamo voglia dire, per il segretario Pd, che Bassolino deve dimettersi, togliendo anche questa pesante ipoteca che grava sulla campagna elettorale. Ma lui no, non molla. Resta saldo al suo posto, dal quale, in realtà, continua a esercitare influenza, condizionare scelte e decisioni, usare il suo potere di veto.

Non potendo «correre» in prima persona, l'obiettivo è ora piazzare i suoi uomini. Basta che manifestino una finta presa di distanza, che si travestano con un pizzico di autonomia. Et voilà ecco un dirigente nuovo di zecca. Diciamoci la verità: è gente che ha debiti politici con il leader campano così grossi che la loro indipendenza è solo una barzelletta. Peggio degli uomini di De Mita, che, almeno, uscendo dal partito, ha «costretto» i suoi a sottrarsi (ancorché in modo «incerto») alla sua sudditanza. E allora?

Il progetto di rinnovamento di Veltroni non può fermarsi ai confini della Campania. Bassolino non è l'unico responsabile: è un'intera classe dirigente locale a dover fare un passo indietro. Ma Bassolino rappresenta, ormai, l'emblema di un sistema di potere e degli esiti cui può giungere. Ha scritto Ilvo Diamanti (altro mantenuto da Bassolino a suon di consulenze...ndr) che i sondaggi, in Italia, non hanno mai rilevato una quota così alta di elettori incerti: il caso Campania farà la differenza. Quando decisi di candidarmi alle primarie, a sostegno di Veltroni, pensavo che la svolta fosse veramente vicina, ma se guardo a quanto accade da noi, devo ricredermi. Se nessuno può smuovere Bassolino dalla sua posizione, né i vertici massimi delle istituzioni, né i leader del suo partito, allora ci resta solo un'ultima arma: la democrazia, la sovranità popolare. È una scelta difficile e lacerante, ma voglio annunciare, pubblicamente, che non voterò per il «mio» partito, e chiederò agli altri di fare la stessa cosa. Per chi voterò? Alberoni ha scritto che quando una donna sfiduciata, delusa, dice all'uomo che ha amato «vado col primo che capita!», può darsi che lo faccia veramente. Anche per la persona più virtuosa, per una volta, «si può fare».

Luigi Caramiello

lunedì, marzo 03, 2008

IL PARTITO DELLA MONNEZZA

Boicottate il Partito Democratico, votate chi volete ma non il partito dei viscidi Veltroni e D'Alema che si stanno prostituendo per Bassolino.
IL PARTITO DELLA MONNEZZA
non è ancora nato e subito D'Alema, l'uomo che voleva una banca per l'Unipool, si è arruolato.

D’Alema in campo per Bassolino: «I rifiuti a Napoli sono problema e responsabilità nazionali e ne rispondiamo tutti, anche Berlusconi» Il problema dei rifiuti a Napoli è un problema nazionale ed è «eticamente inaccettabile questo scarico di responsabilità su un solo uomo perché è un problema che fa parte della responsabilità del governo nazionale», ha aggiunto D’Alema in un’intervista alla sede romana della stampa estera.

Appunto, è una questione nazionale, è per questo che il Partito della Spazzatura vuole portare Bassolino a Roma.

domenica, marzo 02, 2008

IL FIGLIO DEL NULLATENENTE BASSOLINO


La Regione Campania ha effettuato operazioni economiche con la Banca UBS - presso cui lavora il figlio Gaetano Bassolino, all'interno del settore che si occupa degli investimenti delle pubbliche amministrazioni - che è costata 28 milioni di euro di costi impliciti, trasferendo però questo debito sulle gestioni future.

Boicottare il Partito di Bassolino


Votate chi volete: La Destra, L'Udc, La Sinistra Arcobolaneno, il PdL, MA NON VOTATE PER IL PARTITO DI BASSOLINO e di Veltroni il viscido, IL PD.

ALLE ELEZIONI BUTTATE LA MONNEZZA.

sabato, marzo 01, 2008

IL FESTIVAL DEI MAIALI

Bassolino a processo

A chi vuole prendere per il culo Veltroni quando dice Bassolino farà la scelta giusta? Cosa si intende per scelta giusta? E' una frase che non ha senso.

Veltroni sostiene che Bassolino abbia una coscienza civile (ma non le raccontava solo Berlusconi le barzellette?) e debba decidere individualmente se dimettersi o meno. In realtà il leader del PD se ne frega altamente della Campania ma non vuole rinunciare ai voti che Bassolino gli porterà, dunque il RAIS rimarrà al suo posto.

Ieri l'ex comunista di Afragola è stato rinviato a giudizio per truffa, frode in pubbliche forniture, falso e abuso di ufficio: robetta. Il processo, salvo slittamenti, dovrebbe cominciare il 14 maggio, ma sarà tutto inutile. I reati addebitati si prescriveranno in 7 anni, il che signica che, non solo dovremo persino scusarci con il probo afragolese per il processo "politico" che subirà, ma che l'erario spenderà ulteriori soldini per un processo farsa che mai vedrà una sentenza di merito.

Del resto, già non è stato possibile disporre il sequestro conservativo dei beni di Bassolino, dal momento che non risultano beni a lui intestati e risulta nullatenente. Bassolino, che abita in una lussuosissima villa a Posillipo, dunque paga meno tasse di una coppia di precari che abita in un monolocale in periferia. Non vorremmo che, per sostenere le spese del processo, sua moglie, la Senatrice Annamaria Carloni, e suo figlio banchiere, siano costretti a chiedere l'elemosina in strada. Se così fosse, potremmo organizzare una colletta.Temiamo infatti che, con il pignoramento di un quinto del suo stipendio, IL CACAGLIO rischi di andare sotto la soglia di povertà.

Per fortuna i consigliori regionali, che con Bassolino condividono numerosi guai giudiziari,si mostreranno sicuramente solidali verso la situazione patrimoniale del Boss e difenderanno in consiglio il suo posto di lavoro (chiamarla carica istituzionale è solo eufemismo ormai: su quella sedia è lì da prima che molti lettori nascessero...). Siamo sicuri anche che Napolitano, garante di una costituzione che non conosce, farà la sua parte e continuerà ad ignorare l'art 126 non disponendo mai lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta per gravi violazioni di legge. Invece La Sinda-cessa, ROSETTA JERVOLINO - che giusto l'altro ieri aveva minacciato che avrebbe lasciato il comune di Napoli solo a fine mandato perchè ci sono ancora tante cose da fare e, non essendo riuscita ancora a distruggere del tutto Napoli, non vuole lasciare l'opera a metà - si limiterà ai conforti spirituali.

La verità, cari lettori, è che l'unico modo per deporre Bassolino è scendere in piazza con i forconi e impiccare chi ha lasciato 800 miliardi di debiti da nullatenente. Tuttavia, è sicuro, rimarrà solo un auspicio. Ci rimane, quindi, solo la preghiera e sperare che IL MALEDETTO contragga una malattia rara e bruci all'inferno per l'eternità.

Da lì non potrà certo fuggire.

venerdì, febbraio 29, 2008

L' OMERTà DEL TG1


Il direttore del tg1, il leccapiedi Gianni Riotta, in questo periodo è troppo occupato a celebrare Walter Veltroni per dare le notizie vere e, infatti, il suo tg di stato ha ignorato completamente la notizia del rinvio a giudizio di Bassolino, che per tutti gli altri giornali è la principale. Evidentemente il buon Riotta non vuole far sfigurare il Partito Democratico che ha in Antonio Bassolino il leader in Campania.

Ora è giusto che ogni lettore mantenga il proprio orientamento politico e non spetta a questo blog - che vuole essere imparziale! - dare indicazioni di voto; però sarebbe opportuno per i cittadini campani BOICOTTARE IL PARTITO DEMOCRATICO E VELTRONI perchè votarlo significherebbe sostenere colui che sta proteggendo Bassolino.

Votate chi volete (La Destra, l'Udc, La Sinistra Arcobaleno), ma NON VOTATE PER IL PARTITO DI BASSOLINO: LA CAMPANIA NON DEVE PIù ESSERE LA DISCARICA DELLA POLITICA ITALIANA. Ancora oggi, IL CACAGLIO si giustifica sostenendo di aver sempre riscosso consensi ad ogni elezione ed è forse giunto il momento di staccare la spina.

Rifiuti a Napoli, Bassolino a giudizio

Teoricamente IL CACAGLIO e altri 27 galantuomini dovrebbero andare a processo il 14 maggio, ma chissà se vedremo mai una sentenza di merito o finirà tutto, come al solito, in prescrizione. Bassolino sa sfuggire molto bene ai processi e, intanto, è già riuscito nell'impresa di far costituire parte civile la regione di cui è presidente in un processo in cui è imputato. PARACULO FINO ALLA FINE!
(Ansa) NAPOLI - L'ex sindaco di Napoli e attuale presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, è stato rinviato a giudizio per la vicenda dell'emergenza rifiuti di Napoli. Lo ha deciso il giudice per le udienze preliminari Marcello Piscopo che, dopo alcune ore di camera di consiglio, ha valutato e accolto le richieste di rinvio a giudizio avanzate dai pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello nei confronti del «governatore», dei vertici Impregilo e di altri 27 indagati tra funzionari delle aziende del gruppo e subcommissari e tecnici dell'emergenza.

«SENTENZA ANNUNCIATA» - Bassolino è stato chiamato in causa in qualità di ex commissario di governo per l’emergenza rifiuti, i suoi vice Giulio Facchi e Raffaele Vanoli, gli ex vertici dell'Impregilo, a partire da Pier Giorgio Romiti, ad dell'Impregilo fino al novembre 2006, Armando Cattaneo, dirigente Fibe e Paolo Romiti, dirigente Fisia Italimpianti . Secondo gli avvocati di Bassolino, Giuseppe Fusco e Massimo Krogh, si tratta di una «sentenza annunciata».

LE IRREGOLARITA' - La questione riguarda irregolarità nello smaltimento dei rifiuti in Campania fino al dicembre 2005, quando fu rescisso il contratto con la Fibe, azienda Impregilo che se ne occupava dal 1998. Questa mattina, al termine dell'ascolto delle arringhe difensive, l'avvocato che rappresenta la Regione come parte offesa nel procedimento, Pino Vitiello, e il curatore speciale, Roberto Fiore, hanno presentato una istanza di 200 pagine per richiedere anche il congelamento dei beni personali dei 28 imputati, compresi conti correnti o pignoramenti del quinto dello stipendio, qualora fossero rinviati a giudizio. Il processo comincerà il 14 maggio davanti alla quinta sezione del Tribunale di Napoli.

N.B. NEL VIDEO è SPIEGATO COME BASSOLINO HA AFFRONTATO I PROCESSI A SUO CARICO NEGLI ULTIMI 15 ANNI

TROVA LE DIFFERENZE

I quattro fetentoni: Bassolino, Jervolino, Pecoraro Scanio e Mastella.

Bassolino a OTTO E MEZZO.

N.B. LA DOMANDA DEL GIORNALISTA LANFRANCO PACE A BASSOLINO è STATA: PERCHè NON TI SEI AMMAZZATO (DIMESSO IN SENSO LATO)? IL CACAGLIO, PERò, NON L'HA CAPITA...EVIDENTEMENTE NON è ABITUATO A DOMANDE NON CONCORDATE

giovedì, febbraio 28, 2008

E Bassolino disse "siete degli irresponsabili"

E' davvero esilarante ascoltare Bassolino accusare, a OTTO E MEZZO, esponenti dell'opposizione di irresponsabilità. Mai vista tanta arroganza e totale mancanza di pudore. L'impavido Bassolino, paladino dei cittadini, se è tanto sicuro di sè, perchè non si fa più vedere per strada ed esce ormai solo scortato come un boss della mala? Ha forse paura di chi amministra?

mercoledì, febbraio 27, 2008

IL CACAGLIO DIVENTA MORALIZZATORE

Se non fosse surreale, non potremmo fare altro che ridere: Bassolino ora si erge persino a nemico della corruzione e vomita parole senza senso, tralasciando che chi è sotto processo per corruzione fa parte DELLA SUA MAGGIORANZA. L'omuncolo di Afragola ora è in piena campagna elettorale e cerca di raccattare voti, per il suo padrone, come meglio sa fare. I CITTADINI CAMPANI PERò STAVOLTA DISERTERANNO LE URNE E GLIELA FARANNO PAGARE...


DAL BLOG DEL CACAGLIO:
Uniti contro la corruzione
Nelle indagini che coinvolgono un consigliere regionale del PD, alcuni imprenditori, e funzionari del Consiglio Regionale, la Procura di Napoli ha ipotizzato l’esistenza di un sistema di corruzione che, se fosse confermato, costituirebbe un fatto gravissimo su cui è fondamentale fare chiarezza senza guardare in faccia a nessuno.

Questa vicenda...rende sempre più prioritaria la questione della trasparenza, della legalità e della lotta alla criminalità organizzata.

Forte è l’allarme sociale, e il rischio di perdere credibilità riguarda ormai, sia pure in modi diversi, molti comparti dell’amministrazione e dello Stato, così come le diverse forze politiche.

Anche per il Partito Democratico, dunque, è importante sapere che l’impegno per “aprire porte e finestre” e per costruire strumenti nuovi di partecipazione alla scelta dei leader fa i conti con rischi di infiltrazioni e distorsioni illecite dei meccanismi di consultazione. Contro questo pericolo - che può riguardare tutti - dobbiamo essere uniti, preparati e vigili.

In questo scenario la nostra regione, alle prese con l’emergenza rifiuti, affronta una campagna elettorale importante. Tanti temono che il confronto faccia emergere il peggio della politica. Irresponsabilità, polemiche e contrasti che possono paralizzare la necessaria azione delle istituzioni. Non è detto che sia così. Lo dimostrano tanti segnali. Ad esempio le dichiarazioni rilasciate ieri da Massimo D’Alema e da Sandro Bondi, che sottolineano la corresponsabilità di tutti di fronte all’emergenza rifiuti. Bondi dice chiaramente che nessun partito può illudersi di superare la crisi contando solo sulle sue forze, senza la collaborazione responsabile di tutti. Ha ragione. Più in generale, questa fase così critica può forse diventare il momento in cui, davanti alla crisi che affligge il Paese - descritta da tanti osservatori l’ultimo dei quali è il settimanale Newsweek - gli schieramenti mobilitano le migliori energie di cui dispongono, rinnovandosi e dando spazio a energie fresche e a competenze aggiornate. In Regione abbiamo cominciato a farlo con la nuova giunta

lunedì, febbraio 25, 2008

GLI ASSESSORATI E IL RICICLAGGIO SPORCO

Domenico De Masi si è dimesso, da assessore al turismo della regione campania, dopo 12 giorni dalla nomina. Il sociologo, da presidente della fondazione Ravello, era incompatibile con la sua funzione in giunta e così, colto in castagna, ha cercato di arginare lo scandalo e lasciare solo Bassolino. Il Cacaglio -che si ostina a rimanere contro il volere dei cittadini - aveva annunciato che il rimpasto in giunta avrebbe rilanciato la sua azione amministrativa ma ha finito per fare l'ennesima figura del bamba. Ora, infatti, ha dovuto nominare assessore Velardi, uomo di D'Alema e sponsorizzato dai poteri forti. In un mese ha cambiato ben 3 assessori al turismo, carica in fondo non necessaria, visto che i turisti sono tutti fuggiti dalla Campania e l'economia è in ginocchio. Intanto De Luca, assessore demitiano, sta per essere riciclato in Parlamento nelle fila del PD. Questi sono gli unici rifiuti che la Campania riesce a riciclare, anche se - è sotto gli occhi di tutti - di monnezza ne produciamo davvero in quantità eccessive.
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Arriva un altro colpo per Bassolino: Domenico De Masi, dopo poco più di 10 giorni ha rassegnato le dimissioni da assessore regionale al turismo e ai beni culturali, e al suo posto è arrivato Claudio Velardi. “Ho deciso di rinunciare all'incarico – spiega De Masi in una nota - perché a seguito di un attento esame normativo, tale ruolo è risultato incompatibile con la presidenza della Fondazione Ravello e con la cattedra universitaria di cui sono titolare. Voglio ribadire la mia stima nei confronti della giunta regionale e del presidente Bassolino, al quale ho confermato la mia piena disponibilità per collaborare attivamente con la Regione mettendo a disposizione, in forma assolutamente gratuita, la mia esperienza professionale”.

L'assessorato al turismo passa così da un sociologo ad un imprenditore nel settore della comunicazione. Claudio Velardi, già funzionario del Pci, vicino a Massimo D'Alema, è noto anche per essere stato l'editore de Il Riformista.
Sicuramente però le dimissioni di De Masi sono una grande perdita per la giunta, e per il rilancio turistico che da più parti si sta attendendo. Molti confidavano proprio nell'estro e nelle capacità del presidente della Fondazione Ravello, per contrastare il calo di presenze. Il 26 febbraio, il governatore dovrà presentare i nuovi assessori al consiglio regionale, già in fibrillazione per gli ultimi avvenimenti, tra arresti e processi. E quest'altro imprevisto proprio non ci voleva. Anche perché ci sarebbe un altro assessore in procinto di lasciare. Si tratta dell'assessore ai Lavori Pubblici e allo Sport, Enzo De Luca, che in settimana dovrebbe sciogliere positivamente la riserva per la candidatura al Senato nelle file del Pd.

ecostiera.iT

OLTRE LA CORTE DEL MONNEZZARO

Sergio Civita

Mariano D’Antonio, neo assessore regionale al bilancio, tenta - sulle colonne del Corriere del Mezzogiorno - di confutare la tesi del sociologo Gerardo Ragone secondo cui la pioggia di fondi europei caduta sul Mezzogiorno ha consolidato le pratiche clientelistiche delle nostre classi dirigenti indicando come indispensabile correttivo il più rigido sistema di controlli che possano giungere anche al commissariamento di città e regioni.Le responsabilità, osserva D’Antonio, vanno condivise fra politici, amministratori ed altri soggetti appartenenti al mondo delle professioni, al ceto intellettuale e alla classe imprenditoriale quando non contrastano gli amministratori corrotti, ma se ne servono per i loro interessi.
Si chiede poi, concludendo: “Riusciranno tutti questi soggetti ad invertire la rotta rovinosa delle classi dirigenti meridionali? Vedremo”.

A me sembra di poter affermare che qualche (raro, in verità...) amministratore avveduto, in primo piano, a Napoli ci sia. Salvatore Nastasi, ad esempio.
Il commissario straordinario del Teatro di San Carlo, in pochi mesi, ha messo ordine nei conti del Massimo cittadino, ma – soprattutto – ha riportato in città il Maestro Muti ed ha tracciato i programmi a lungo termine, dando la possibilità ai tour-operator di pubblicizzare gli eventi in tutto il mondo raccogliendo in tal modo le adesioni di turisti selezionati ed appassionati.

Altro manager pubblico di grande spessore è il presidente dell’Autorità Portuale Francesco Nerli che ha fatto rinascere le attività marittime napoletane incrementando in modo esponenziale sia il traffico passeggeri che quello merci e lavorando con impegno alla razionalizzazione di tutta l’area di competenza utilizzando ogni molo (con lo spostamento dei traghetti dall’intasatissimo molo Beverello alla Calata Porta di Massa, ad esempio...) e recuperando terra al mare con la costruzione della nuova darsena di levante. Purtroppo per Napoli è dato in partenza e non potrà, quindi, portare avanti i suoi progetti sul water-front e su Napoli-Est.

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La sindaca di Napoli non perde occasione per emettere sentenze. Rosetta stavolta se la prende con Rutelli, “reo” di aver detto che sarebbe meglio effettuare campagne pubbli