lunedì, gennaio 24, 2011

Andrea Cozzolino vince le primarie del PD

Riavremo, anche se per interposta persona, Bassolino sindaco di Napoli. E' l'incubo che non è mai svanito e ritorna. E' la dimostrazione che la democrazia fa schifo.

Cozzolino ha battuto nelle primarie del PD Umberto RANIERI, persona onesta e che non poteva di certo contare sull'onda lunga del magna magna e del clientelismo bassoliniano, un esercito di parassiti che, con Bassolino, ha sempre mangiato e che ora potrà continuare a farlo con il suo secondo, Andrea Cozzolino.

Da parte nostra, possiamo solo proporre un invito a RANIERI, se davvero - come crediamo - è una persona con dei principi, inviti a disertare in massa le elezioni. Non è possibile continuare ad avere un cloaca al comune.

venerdì, ottobre 30, 2009

Ricapitolando

In Sicilia Toto' Cuffaro si e' fatto processare e, condannato, si e' dimesso. Si e' andati cos¡ ad elezioni.

In Abruzzo Ottaviano Del Turco, coinvolto in un giro di tangenti, si e' dimesso e si e' andati cosi' ad elezioni.

Nel Lazio Marrazzo, travolto da uno scandalo sessuale, si e' dimesso e si andra' ad elezioni.

venerdì, agosto 14, 2009

Perchè Bassolino è più forte che mai.

Non potendosi fare eleggere direttamente al parlamento europeo per il veto alla sua candidatura della dirigenza del PD, Il Cacaglio ha deciso di farlo per interposta persona attraverso il suo alter ego Andrea Cozzolino. Si è trattata di una prova di forza che ha consentito al tiranno di Afragola di riprendersi, in un colpo solo, il partito in Campania. Se pochi mesi fa le primarie per la segreteria del PD napoletano avevano determinato la vittoria del fronte a favore di Nicolais facendo apparire vicina la deposizione del tiranno, i risultati elettorali hanno sovvertito tutto: Cozzolino ha fatto il pieno di voti ed è andato a Strasburgo, mentre Nicolais - candidato presidente alla provincia di Napoli - è stato umiliato e costretto all'ennesima figuraccia dopo le registrazione segreta che fece di una conversazione con la sindacessa Iervolino.

Subito dopo, Bassolino ha cambiato altri 2 assessori: Cozzolino - ex alle attività produttive - per incompatibilità con la carica di parlamentare, e Velardi, dimessionario dall'assessorato al turismo. Abbiamo perso il conto del numero di assessori che il tiranno di Afragola ha cambiato da quando ha preso il potere. Negli ultimi 4 anni i rimpasti sono stati innumerevoli. Anche per l'opposizione, che, non esistendo, non sa quanti ce ne siano stati.

Intanto, il dittatore nullatenente è stato nuovamente rinviato a giudizio con l'imputazione di irregolarità nelle consulenze fornite dal commissariato straordinario ai rifiuti che, sotto il suo dominio, costò 100 volte in più rispetto agli anni precedenti.

Per questo motivo, probabilmente, il governo Berlusconi ha deciso di nominare Bassolino commissario straordinario di una sanità che ha reso pari a quella che si vede a Kabul o a Baghdad. E' sintomatico che il responsabile del commissariamento della sanità per lo sperpero di una montagna di soldi sia poi nominato commissario, cioè uomo con la mission di risanare i debiti.

Intanto, ultima chicca da segnalare, al congresso dei giovani del PD a Salerno, i sostenitori del tiranno - rectius i suoi scagnozzi - hanno pestato i seguaci del sindaco Vincenzo De Luca. Evidentemente hanno appreso appieno il modo di far politica del loro guru.

venerdì, dicembre 19, 2008

Tutti a casa, alè.


Scetatevi, non rimanete con le mani in mano. Ora è il momento di bloccare tutto, circondare la sedi di Regione e Comune di Napoli e rovesciare la dittatura mafiocratica. SI VA AD OLTRANZA!

N.B. Lo striscione recita "Chiuso per crisi. Sotto a chi tocca" ed è stato esposto davanti all'albergo di Romeo.

giovedì, dicembre 18, 2008

martedì, dicembre 16, 2008

In Abruzzo la democrazia esiste.

Benchè Ottaviano Del Turco, il presidente dimissionario della giunta, sia ancora solo un indagato, in Abruzzo si è andati ad elezioni per votare un nuovo consiglio regionale. In Campania, invece, abbiamo un dittatore già rinviato a giudizio (e quindi imputato!) al quale sono contestati reati di una certa rilevanza che, oltre a tentare di sottrarsi alla giustizia con ogni mezzo, si ostina a non lasciare la poltrona per tornarsene nella fogna dalla quale proviene. A chi dobbiamo appellarci per liberarcene?

Mercoledì mattina, a partire dalle 9.30, ci sarà un sit in nei pressi dell'aula che ospita il processo Bassolino. Non esitate a venire.

sabato, dicembre 06, 2008

Dominici e Bassolino

Il sindaco di Firenze Dominici si è incatenato sotto la sede del quotidiano La Repubblica per protestare contro un articolo che avrebbe leso la sua onorabilità. Antonio Bassolino, invece, preferisce le manette.

mercoledì, novembre 26, 2008

Renato Soru si dimette, il RE della Monnezza manco a parlarne.

Il presidente della Regione Sardegna, Renato Soru, si è dimesso perché, come ha spiegato lui stesso, non si governa "se manca la fiducia della maggioranza".

''Per me era importante - ha detto il governatore - riflettere in maniera serena e pacata sul modo migliore di proseguire i lavori oggi e in questa legislatura. E' evidente che si e' mostrato un dissenso forte, in parte sul merito sul governo del territorio, ma ancora di piu' mi sembra che ci sia stata una mancanza della fiducia necessaria tra un presidente della Regione e la sua maggioranza''.


Dopo Ottaviano Del Turco, anche Soru se ne va.
Tenendo bene a mente la situazione campana, vien da parafrasare il Don Abbondio del Manzoni: uno se non ce l'ha, la dignità non se la può dare.

Il Cacaglio pidocchio sagliuto era e pidocchio sagliuto rimane.

sabato, novembre 22, 2008

Per salvare Bassolino scioperano anche gli avvocati.

Mercoledi 26 Novembre 2008 è prevista l'udienza per uno dei tanti processi a carico di Antonio Bassolino. Senonchè, ove non fosse accolta l'eccezione di nullità avanzata da uno dei difensori, ci penserebbe lo sciopero dei penalisti a far saltare l'udienza.

Del resto è solo la 9 volta e il 2° sciopero politico.

Il procuratore generale copre Bassolino.

Continua l'omertà.

domenica, novembre 09, 2008

Il mistero del casale Bassolino

Le magie del nullatenente.

Sulle colline di Cortona, nel cuore della Toscana prediletta da Jovanotti e dai Vip di sinistra, sorge il “casale Bassolino”. Così chiamano in questo borgo della provincia di Arezzo l’elegante costruzione in mattoni rossi, circondata dai cipressi e dagli ulivi, che ha attirato l’attenzione dei pubblici ministeri napoletani Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. I magistrati che indagano il governatore Antonio Bassolino per l’emergenza rifiuti pensano di avere afferrato una pista che parte dalle montagne di immondizia della Campania e arriva fino alle dolci colline della Val di Chiana. Per la Procura proprio nella ristrutturazione raffinata di questa magione di 800 metri quadrati (450 di abitazione e il resto suddiviso tra sala giochi, seminterrato, sauna e servizi) potrebbero essere stati reinvestiti e occultati i presunti profitti patrimoniali di Bassolino.

È questa la novità sorprendente che emerge dalle carte del nuovo filone che vede indagato il governatore della Campania per concorso in traffico illecito di rifiuti a fini di profitto. L’accusa, avanzata con cautela dagli stessi pm, è stata notificata al politico del Pd con un avviso di garanzia il 2 ottobre scorso. I magistrati ipotizzano che Bassolino abbia tratto un guadagno personale dalla gestione dell’emergenza rifiuti e sospettano che lo abbia impiegato nell’acquisto e nella ristrutturazione del casale intestato al suo ex amico ed ex collega Giuseppe Petrella.

Il 6 ottobre scorso a mezzanotte una ventina di finanzieri sono stati spediti dai pm a Cortona, Napoli e Roma per perquisire la villa e gli uffici di Petrella, professore ordinario di chirurgia oncologica, presidente dell’istituto Regina Elena di Roma, chirurgo di fama ed ex deputato Ds molto legato a Bassolino fino al settembre del 2005, quando i due litigarono per via di un’intercettazione pubblicata dai giornali. Petrella non è indagato ed è stato sentito solo in qualità di testimone sui rapporti con Bassolino.

Ha parlato anche di un assegno da 81 milioni di lire, ricevuto dall’esponente Ds: lo avrebbe definito la restituzione di vecchi debiti.

Per capire cosa abbia portato le Fiamme gialle a Cortona bisogna partire da 400 chilometri più a sud: da Giugliano, in provincia di Napoli. In un panorama ben diverso da quello cortonese, sono state stoccate due milioni di ecoballe. Questi cubi di plastica sorvolati da centinaia di gabbiani sono il simbolo del fallimento della politica ambientale in Campania. Contengono i rifiuti trattati dalla Fibe Spa che si era impegnata a risolvere il problema della spazzatura nel 2000 e che ha clamorosamente mancato il suo obiettivo. Fibe, la società del gruppo Impregilo della famiglia Romiti, vinse la gara promettendo di separare i rifiuti in modo da trasformarli in combustibile per produrre energia. Non è andata così. Le ecoballe si sono rivelate inutilizzabili e sono state accatastate in siti di stoccaggio esposti alle intemperie.

Un disastro favorito dall’assenza complice dei controlli. Per queste vicende la Procura ha già ottenuto il rinvio a giudizio per Piergiorgio Romiti e Antonio Bassolino, accusato di abuso di ufficio e concorso in truffa. «Da questa storia non ho tratto nessun profitto ma solo un danno politico», si è sempre difeso Bassolino. La novità è che la Procura non gli crede e lo indaga anche per illecito smaltimento con finalità di profitto. Proprio per localizzare la destinazione di questo presunto profitto, le Fiamme gialle fanno la spola da mesi tra Cortona e Napoli. Ad attirare la loro attenzione sono stati gli esposti presentati da un consigliere comunale di Cortona, Luciano Meoni (An), che si batte contro la costruzione di un grande complesso turistico composto da 20 grandi ville e dotato di un campo da golf nella frazione di Manzano, limitrofa a quella di Farneta dove si trova il casale nel mirino dei pm. Meoni ha segnalato pubblicamente la coincidenza che vede concentrarsi nel raggio di pochi chilometri gli interessi immobiliari di Bassolino e quelli dei Romiti. Dietro la Manzano Sviluppo, che realizzerà con la benedizione della giunta di sinistra il campo da golf, infatti, ci sono i Romiti e l’immobiliarista romano Domenico Tosato.

Cosa ci fanno i Romiti e Bassolino, a pochi chilometri l’uno dall’altro a Cortona? “È solo un caso. Romiti non l’ho mai visto“, precisa Petrella, “né sapevo che avesse comprato i terreni vicino al casale“.
Gli investigatori non hanno riscontrato collegamenti sospetti tra il golf di Romiti e “il cantiere Bassolino”, ma hanno scoperto alcune anomalie nelle carte del casale. La svolta nelle indagini è arrivata quando, dalla documentazione della società Ciemme di Napoli, che ha realizzato i lavori di ristrutturazione, sono spuntate le carte dei fornitori che definivano il lavoro effettuato con il titolo: “cantiere Bassolino”. Il primo ottobre scorso il Gruppo Spesa Pubblica della Guardia di Finanza di Napoli ha depositato un’informativa basata su testimonianze e documenti “da cui emergerebbe il commissionamento di lavori edili sul manufatto in località Farneta presso Cortona da parte di Antonio Bassolino, nonché la simulazione dell’acquisto dell’immobile da parte del solo Petrella al fine di nascondere la compartecipazione di Bassolino nell’acquisto”

Non è un reato comprare un casale con un amico, ma per i pm, “considerato che si procede per un reato per il quale è prevista l’acquisizione di un profitto che può essere anche di tipo patrimoniale, è allo stato ipotizzabile che tale profitto, ove conseguito, possa essere oggetto di condotte dissimulatorie e di reinvestimento tese a impedirne il rinvenimento“. Anche perché, scrivono i pm, “Petrella risulta avere formalmente acquistato l’immobile in questione e tuttavia i lavori del medesimo sono stati concordati con Bassolino, tanto da programmare il frazionamento in due parti attribuite rispettivamente al Petrella e al Bassolino“. E questo perché durante le perquisizioni i finanzieri hanno trovato una scrittura privata non firmata nella quale Petrella e Bassolino si dividono spese di costruzione e porzioni di fabbricato. Nel casale sarebbe stata trovata inoltre una chiave con impresso il nome “Bassolino” e una nota che distingue così i lavori: “lato Bassolino” e “lato Petrella”.

L’operazione immobiliare inizia nella seconda metà del 2002, quando il Comune, guidato dal centrosinistra, concede il via libera alla ristrutturazione del fabbricato. Il procuratore di Petrella compra il terreno dichiarando 120 mila euro, anche se in zona dicono ne abbia spesi 200 mila. Ma il vero costo è la ristrutturazione che punta a dividere il casale in due parti autonome e a farne una splendida residenza di campagna. Alla fine del 2005 la casa è pronta, ma è costata complessivamente circa un milione di euro.

Durante i lavori Antonio Bassolino viene avvistato un paio di volte intorno alla tenuta o mentre passeggia nelle campagne circostanti. Il governatore prende il caffè dal vicino, Libero Iebba, un fiero democristiano di Benevento che non ama i comunisti sul suo terreno ma fa uno strappo con il suo conterraneo. Nel giugno del 2003 il governatore arriva al relais “Il Falconiere” in abito scuro per il matrimonio di Petrella con la sua amata Miriam. È il compare di anello ma dimentica di portare le fedi. I giornali locali nel 2005 scrivono: Bassolino compra casa a Cortona. I pm oggi si chiedono: perché non l’ha intestata a suo nome? E poi: chi ha pagato i lavori? Stiamo parlando di un casale con piscina, campo da calcetto, sauna, sala giochi, rifiniture di pregio e parco. Bassolino, è l’interrogativo dei pm, dove avrebbe preso i soldi per onorare la sua parte? Il litigio del 2005 tra il governatore e il suo amico Petrella ha reso queste domande superflue. “Bassolino non ha mai dormito nel casale e ho pagato tutto io“, dice il medico, al quale non mancano le risorse: Petrella è stato incluso da “Class” tra i primi dieci chirurghi italiani. “Il vero nome del casale è Milu“, spiega, “come Miriam e Lucrezia, i nomi di mia moglie e mia figlia. Altro che casale Bassolino“. (di Marco Lillo)

sabato, novembre 08, 2008

Bassolino arruola Obama

Anche Bassolino si è fatto prendere dalla Obamamania e sul suo blog ha scritto: "Qualcosa è cambiato, [le elezioni americane...] hanno dimostrato che esiste un altro modo di esportare la democrazia: credendo intensamente nella forza del dinamismo sociale, nella volontà di cambiare e di costruire un futuro diverso"

BASSOLì, che dici, IN CAMPANIA LA IMPORTEREMO MAI UN PO' DI DEMOCRAZIA?

venerdì, novembre 07, 2008

Rifiuti, il conto degli sprechi: Bassolino, Marone e Iervolino paghino 34 milioni

Indagine dei magistrati contabili sulle inutili assunzioni per la differenziata. Nel mirino anche quattro assessori



NAPOLI - Per fare la raccolta differenziata a Napoli i mezzi a disposizione agli inizi del 2000 erano 46. Considerando turni, ferie e malattie avrebbero potuto lavorarci non più di 150 persone. Al Consorzio di bacino Napoli 5 - che avrebbe dovuto curare il servizio - furono assunte 362 dipendenti. Più del doppio. E nessuno di loro ha mai svuotato nemmeno un cestino contenente carta o cartone perché nel frattempo il servizio della differenziata è stato affidato all'Asìa, l'azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti solidi. Non è una novità - racconta il Corriere nella Sera in un servizio a firma di Fulvio Bufi - ma per tutto il denaro pubblico speso per assunzioni inutili o appalti quantomeno ingiustificati ora la Corte dei Conti è pronta a chiedere il saldo ai politici che hanno amministrato la città negli ultimi 15 anni. Una cifra che si aggira - riferisce il Corsera - sui 34 milioni di euro.

A pagare - aggiunge la Corte contabile - dovrebbe essere Antonio Bassolino in testa, poi Riccardo Marone che gli subentrò nella carica di sindaco quando l'attuale governatore si dimise per candidarsi alla Regione, e Rosa Russo Iervolino primo cittadino in carica. E non soltanto loro. Scrive Bufi: «Ci sono pure quattro assessori ed ex assessori nel mirino della magistratura contabile: Massimo Paolucci, Ferdinando Balzano, Ferdinando Di Mezza e Gennaro Mola».


Le inchieste sono due - riferisce il Corriere - e marciano parallele. Per entrambe gli amministratori coinvolti hanno recentemente ricevuto un invito a controdedurre cioè a presentarsi entro 60 giorni dal magistrato e illustrare la propria posizione in merito agli episodi contestati. Episodi di sprechi, secondo quanto ha ricostruito il pm Antonio Bucarelli, sostituto procuratore generale presso la sezione napoletana della Corte dei Conti, Che ha quantificato gli eventuali risarcimenti in 4 milioni 225 mila euro per quanto riguarda l'assegnazione all'ASìa dei servizi di raccolta differenziata e di 28 milioni per le inutili assunzioni al Consorzio di bacino Napoli5. Cifre - scrive ancora Bufi sul Corsera - che non andrebbero ripartite equamente. Bassolino, ad esempio dovrebbe risarcire insieme con Di Mezza e Molqa il 60% dei 4 milioni e rotti; Marone, Balzamo e Paolucci il 30% e la Iervolino solo la restante quota dle 10% che equivarrebbe a 422 mila euro.

venerdì, ottobre 31, 2008

Campania, vietato abbandonare rifiuti ( persino Bassolino.

Chi abbandonerà rifiuti in strada sarà arrestato. Rischiano soprattutto gli autisti di Bassolino e Iervolino: se li fanno scendere dalla macchina, sono guai..

(ANSA) Cinque avvisi di chiusura delle indagini sono stati notificati dai carabinieri del comando provinciale di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione del commissariato rifiuti in Campania. Uno degli avvisi è stato notificato ad Antonio Bassolino. I reati contestati sono peculato aggravato in concorso e falso ideologico e materiale commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici.

Gli altri quattro destinatari dell'avviso di conclusione delle indagini sono Raffaele Vanoli, Enrico Soprano, Michele Carta Mantiglia, Giulio Facchi.

Il danno erariale complessivamente stimato dagli inquirenti ammonta a circa 300.000 euro..

Praticamente tutti gli elettori di Bassolino sono sotto indagine. Non male, non male davvero...

sabato, ottobre 04, 2008

CARDILLO, un altro assessore di Bassolino con le mani in pasta.

Consulenze al Comune di Napoli, l'assessore Enrico Cardillo è stato raggiunto da una misura interdittiva da parte della Procura per concorso in abuso d'ufficio e truffa ai danni dello Stato.
Con lui sono indagati, l'ex dirigente comunale a contratto Francesca Iacono, l'ex dirigente comunale Antonio Ruggiero e tre professori universitari consulenti: Attilio Belli, Roberto Camaglia e Carlo Alberto Donolo. I cinque dovranno comparire il 7 ottobre prossimo davanti al gip Maria Alfano per rispondere delle accuse mosse. La notizia dell'indagine è stata anticipata ieri dal quotidiano «Roma», secondo il quale l'indagine è stata avviata dopo una denuncia all'autorità giudiziaria con cui si rilevava che erano state distribuite costose consulenze a numerose persone.
Secondo il pubblico ministero le consulenze affidate sarebbero dovute essere pubblicizzate attraverso un bando per consentire la partecipazione di tutti gli interessati. Invece ( è la tesi dell'accusa) le consulenze sarebbero state distribuite senza adeguata pubblicità e, soprattutto, nonostante il Comune di Napoli disponesse delle professionalità adeguate per farvi fronte. Al punto che le nomine avrebbero provocato malumori e tensioni tra i funzionari e i dirigenti di Palazzo San Giacomo. Ieri sulla vicenda è intervenuto con una nota l'assessore alle Risorse strategiche Enrico Cardillo. «Sto approfondendo e valutando il contenuto delle contestazioni che riguardano il mio operato — ha scritto — sono sorpreso ma sereno della correttezza del mio operato fondato su trasparenza e legalità. Rimango doverosamente rispettoso dell'operato della magistratura».

venerdì, ottobre 03, 2008

Bassolino e la camorra.

Ieri sera Matrix si è occupata della brillante operazione di polizia contro il clan Schiavone alla presenza di Maroni in qualità di rappresentante dello stato e di Antonio BASSOLINO quale conoscitore di camorra.

Mi sono trovato, per la prima volta, d'accordo con il Cacaglio che, pur nel suo italiano stentatissimo, ha espresso un concetto molto valido: ossia che la camorra è dentro le istituzioni e ha diversi politici quali referenti.

Bassolino, almeno quando si tratta di discutere di camorra, ha dimostrato di essere ferrato. Tanto è vero che ha ammesso di aver incontrato, riconosciuto e parlato con lo zio di "Sandokàn" proprio a Casal di Principe. Chissà per discutere di cosa. I Casalesi hanno optato per una strategia più istituzionale e meno di rottura a partire dagli anni '90, grosso modo proprio da quando Bassolino ha fatto carriera prima come sindaco di Napoli e ministro del lavoro (dove si è inventato "i lavoratori socialmente utili", ossia dei nullafacenti stipendiati che sembrano rievocare la biografia dell'ideatore), poi come presidente della giunta campana.

All'ex ragazzo spazzola dalle mille prescrizioni i voti, si sa, non sono mai mancati. Nemmeno da Casal di Principe e nonostante i suoi denti storti e perennemente gialli, i suoi gessati da padrino, la sua tintura per capelli color petrolio e il suo eloquio approssimativo.

Tanto più che, leggendo la corrispondenza di Vincenzo Schiavone pubblicata sui giornali - il contabile di "Sandokàn", come lo chiama simpaticamente Bassolino - ha appurato che questi scrive e si esprime molto meglio del nostro presidente di regione.

Forse dovrebbe candidarsi alle prossime elezioni.

L'affiliato di "Sandokàn", non Bassolino...

Altro avviso di garanzia per il Cacaglio: la saga continua.

(ANSA) Un avviso di garanzia è stato emesso nei confronti di Antonio Bassolino nell'ambito di uno stralcio dell'inchiesta sulla gestione del ciclo di rifiuti in Campania. Sugli sviluppi dell'inchiesta viene mantenuto uno stretto riserbo. L'inchiesta è condotta dai pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello, coordinati dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara, gli stessi magistrati che hanno svolto le indagini dalle quali é scaturito il processo contro numerosi imputati tra cui lo stesso Bassolino. Non si esclude che l'avviso sia stato emesso par poter procedere a una perquisizione.

giovedì, settembre 25, 2008

Slitta il processo a Bassolino: e dov'è la notizia?

I giornali non ne parlano, l'opposizione non se ne interessa, l'opinione pubblica è ignara e tutto va secondo i piani per il probo Bassolino. In un video de 18 agosto avevo già spiegato perchè, come tutte le precedenti, sarebbe silittata anche l'udienza fissata il 24 settembre: il presidente del collegio Giovanni Fragola Rabuano è stato nominato presidente del tribunale di Nola e deve lasciare il processo che, di fatto, sarà azzerato. E' solo l'ultimo atto di una farsa iniziata con il trasferimento del GUP senza la nomina del sostituto e che continua a trascinarsi inutilmente.

FORZA BASSOLINO, fai bene a dichiare che lascerai la Campania solo a fine mandato: non puoi lasciare l'opera a metà. Fino ad ora, grazie a te, noi Campani dovremo pagare debiti per i prossimi 30 anni. Vedrai che, con un po' di buona volontà, possiamo arrivare anche a 60.

Dai, fai un altro colpo grosso. Tanto, qualsiasi reato tu possa commettere, non sarai mai processato.

E chi ti ammazza a te...

lunedì, settembre 15, 2008

L'assessore: in giunta metodi inaccettabili.

«Caro Bassolino, io sarò anche distratto, ma il modo di procedere nelle riunioni di giunta è veramente inaccettabile». Questa volta l´assessore al Turismo Claudio Velardi mira al bersaglio grosso.
Non più il Comune della Iervolino, non più Palazzo San Giacomo ma direttamente il presidente della Regione Antonio Bassolino dopo il via libera in giunta regionale alla delibera da un milione e 500 mila euro per l´Accampamento della pace alla Mostra d´Oltremare dove ad ottobre arriveranno giovani da tutto il mondo. Uno degli appuntamenti in preparazione al Forum internazionale delle culture che si terrà nel 2013 nell´area occidentale della città. Delibera votata anche da Velardi che però, subito dopo, ha attaccato il Forum.
E come sempre Velardi scrive sul suo blog intitolato "Mission impossible": «La giunta regionale ha stanziato nei giorni scorsi un milione e mezzo di euro per un "Accampamento della pace", in vista del Forum delle culture 2013. Bassolino ha ricordato che ho votato quella delibera. Io ricordo al presidente e a voi che mesi fa gli scrissi per chiedere che le delibere fossero rese note agli assessori almeno 24-48 ore prima delle riunioni di giunta. Cosa che non avviene mai. In giunta ci vengono letti titoli e numero d´ordine delle delibere (ricordate quella famosa barzelletta sui pazzi?) e ogni discussione, nei fatti, è bandita. Io sarò anche distratto, ma questo modo di procedere in giunta è veramente inaccettabile».

Una bordata diretta, dunque, ad Antonio Bassolino che presiede le riunioni di giunta. "Fuoco amico" che finora Velardi aveva riservato al sindaco Rosa Russo Iervolino, alzando poi via via il tiro fino a disertare in settimana la riunione di supergiunta Regione-Comune. Per poi prendere di mira il Forum 2013.
«Parliamo - scrive Velardi sul blog - di centinaia di milioni di euro (tra i 500 e i 600) che pioveranno su Napoli nei prossimi anni. Si tratta del Forum delle culture 2013, evento mondiale dai contenuti piuttosto vaghi, mai discussi in alcun consesso, ma già dotato di un vasto organigramma. Per realizzarlo hanno messo su una Fondazione, presto si insedieranno in una sede prestigiosa (Palazzo Filangieri, valore stimato 30 milioni); nel frattempo si sono già dati un consiglio di amministrazione dove potranno sedere, ecumenicamente, svariati rappresentanti del Comune, della Provincia e della Regione. Il tutto dopo un braccio di ferro tra i partiti durato qualche mese (sono certo che avranno discusso questioni culturali di grande rilievo). E dopo aver già speso tre milioni di euro per ricognizioni, viaggi di approfondimento e altro ancora».
Velardi all´offensiva. Una sua strategia quotidiana da quando è entrato in giunta. E chiarisce: «Non ho nulla contro i grandi eventi, al punto da averne chiesto uno per restituire a Napoli l´immagine perduta. E non ho nulla contro il Forum, a condizione che non diventi un raduno di reduci del pacifismo e dell´ambientalismo oltranzista. Ma il punto essenziale è un altro. Si dice che per il Forum saranno costruite infrastrutture, ponti, auditorium e quant´altro. Bene. In quante altre occasioni sono state annunciate meraviglie del genere? Quante di quelle meraviglie sono state finora realizzate? Perché, con il Forum, le cose dovrebbero andare diversamente? C´è qualche novità nell´approccio? Per ora non si vedono novità. Anche in questa occasione, come sempre in questi decenni, la preoccupazione principale è chiedere soldi e spartire posti»

lunedì, settembre 08, 2008

domenica, agosto 17, 2008

sabato, luglio 19, 2008

L'emergenza rifiuti non è ancora superata.

L'emergenza non è stata affatto risolta, in giro ci sono ancora i rifiuti tossici più pericolosi. Ecco i riscontri fotografici:

IL TEMPO DELL'AFRAGOLESE, che a gennaio aveva promesso che se ne sarebbe andato ad emergenza risolta, è scaduto. Si ritiri e si goda pure a piede libero, che non è poco, i miliardi accumulati in decenni di onorata attività. Se li goda pure continuando a sottrarsi alla giustizia ma si tolga dalle scatole: non ce lo possiamo più permettere.

venerdì, luglio 18, 2008

Ottaviano del Turco dimettendosi ha mostrato dignità

Bassolino, invece, rinviato a giudizio per frode in pubbliche forniture, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso e abuso d'ufficio sta sfuggendo al processo indirizzandolo verso la prescrizione.

Questione di stile.

lunedì, luglio 14, 2008

CLEMENTE MASTELLA: SOLO IO DIFENDO BASSOLINO

MASTELLA: Bassolino?Lo sosteniamo più noi che i suoi: Se il Pd non coinvolge l'Udeur non ha più speranze di vittoria»

Cerca di suonare la sveglia nel centrosinistra campano Clemente Mastella, indomito leader di un'Udeur decimata, ma non disposta alla resa. «Non mi sono mai trovato — giura — di fronte a una coalizione che non si vede, non si sente, non discute. Che assiste impotente alla deriva verso un destino ineluttabile».
Si riferisce all'atteggiamento del Pd dopo la caduta della Provincia di Avellino provocata da De Mita?
«Sì, mi sarei aspettato che almeno dopo quei fatti qualcuno avesse avvertito la responsabilità di aprire il dialogo per capire se bisogna provare a recuperare De Mita, oppure, che ne so, mandarlo al diavolo. Invece no, ci si limita ad evocare lo spettro dell'effetto domino e si resta inermi. Inconcepibile. C'è la malattia, ma non c'è il medico. Forse dovremmo chiedere a Montemarano (l'assessore alla sanità, ndr) di trovarne uno».
Ma lei ha provato a interloquire con qualcuno?
«Ci sono difficoltà oggettive. Il segretario regionale Iannuzzi, per esempio, è stato indicato proprio da De Mita che ora non c'è più. Il capogruppo (Mario Sena, ndr) non si capisce se ha la mente e il cuore nello stesso posto».

Ha provato a parlare con Bassolino?
«No, anche perché la sua figura è stata indebolita soprattutto dal suo partito. Paradossalmente ha ricevuto maggiori riconoscimenti dagli avversari e da noi che dal Pd. Invece, chi è al governo, dovrebbe essere pienamente sostenuto fino alla fine del mandato, come avviene negli Usa per i presidenti non ricandidabili. A fronte di questa lealtà, francamente, non capisco per quale motivo pur essendo noi il secondo gruppo della maggioranza non dobbiamo avere assessori. Capisco che gli amici che erano in esecutivo sono dovuti uscire per il coinvolgimento in inchieste, dalle quali, sono convinto, usciranno a testa alta. Ma perché proprio ora che le nebbie intorno a noi si stanno diradando, ora che anche il Pd nazionale prende le distanze dai protagonisti della manifestazione di martedì a piazza Navona che sono stati i nostri persecutori, perché dobbiamo continuare a restare fuori?».
Perché allora tenere in vita il governo regionale?
«Perché resteremo fino al termine della legislatura fedeli all'alleanza. Ma, naturalmente, ci si può chiedere di condividere una sconfitta, non il suicidio».
Cosa vuol dire?
«Che fra alcuni mesi ci saranno le provinciali a Napoli, Salerno e Avellino. Vorrei sapere se c'è ancora una coalizione. Vede lo spazio che occupiamo noi, non lo può occupare il Pd. Poteva forse presidiarlo la Margherita, ma il Pd non può farlo. Si tratta di voti che in nostra assenza vanno a destra. Perché allora non partire dall'esperienza di Benevento dove abbiamo conquistato la Provincia in controtendenza con le sconfitte nazionali? Guardi che alle prossime regionali, così come alle provinciali, solo con noi, forse, il centrosinistra può illudersi di vincere. E sarà comunque difficile. Ma senza l'Udeur non ha nemmeno la speranza ».
Non ha preso in considerazione l'idea di un'alleanza col centrodestra?
«Noi segnaliamo la mancanza di uno spirito politico. Se ci sarà un decadimento ulteriore, non potremo che prenderne atto. Ma per ora vogliamo capire. Poi si vedrà».
Nel Pd è in atto un confronto. Potrebbero emergere nuovi interlocutori.
«Lo spero. Ma le dico che, sinceramente, non mi piacciono nemmeno queste distinzioni tra vecchio e nuovo, tra under e over 40. Vanno bene per le nazionali, non per la politica. Eppure, anche nel calcio il Brasile è costretto a chiamare Ronaldinho per le Olimpiadi».
Vuol sempre fare il sindaco di Napoli?
«Napoli ha bisogno di uno che le dedichi anema e core (N'ATO MARIOLO...NDR)
. La sfida mi alletta. Ma manca molto tempo. Bisognerà vedere se ci saranno le condizioni».
Sua moglie Sandra sarà ricandidata alla Regione?
«La questione non è in discussione, ma sono sicuro che, se ci fosse bisogno di un sacrificio per il partito, sarebbe pronta a farlo».


Gimmo Cuomo

In abruzzo il governatore DEL TURCO è in galera, ma in CAMPANIA...

"Aumenti illegittimi e inopportuni", COSì BASSOLINO ammonisce I DIRETTORI SANITARI, ma solo perchè si sono fatti "sgamare" e non per il fatto in sè. LUI CHE - come primo atto da sindaco di Napoli (18 anni fa) si aumentò lo stipendio, sa bene come navigare sott'acqua...

«Cari direttori, sospendete l'aumento dei vostri stipendi». Antonio Bassolino fa recapitare la sua lettera a tutti gli undici manager sanitari della Campania, che il 18 aprile scorso con una delibera autonoma hanno «arricchito» la propria busta paga fino al tetto massimo consentito dalla legge: 154 mila euro all'anno, che equivale a seicento euro in più al mese. Cui si aggiunge anche un cospicuo «premio di produzione» di trentamila euro per ognuno. Uno scandalo denunciato in settimana dagli esponenti di An, Taglialatela e Rivellini, che ha fatto arrabbiare prima l'assessore alla Sanità Angelo Montemarano, poi Bassolino. «L'avvocatura regionale ha rilevato profili di dubbia legittimità in relazione alla decisione adottata di elevare i compensi dei direttori generali delle aziende sanitarie locali — prosegue il presidente della Regione nella missiva e incalza — la stessa avvocatura ha ritenuto non legittima la motivazione della delibera in quanto, per la vostra retribuzione, nella disciplina di legge, non sono previsti simili automatismi e rimane comunque vigente il tetto massimo stabilito nel 2001».
Una decisione, quella dei manager, che Bassolino definisce infondata. E soprattutto cascata al momento sbagliato. «Assieme ai profili di illegittimità — aggiunge Bassolino — l'iniziativa è anche inopportuna perché in contraddizione con gli sforzi che, sia noi della Regione che tutti voi, stiamo portando avanti per il rispetto dei vincoli di spesa imposti dalla normativa vigente». L'ordine dei vertici regionali ai direttori generali è perentorio: sospendere ogni aumento degli emolumenti. Una lettera durissima, che fa seguito alle dichiarazioni di Angelo Montemarano che giovedì scorso ha già biasimato la scelta presa dal coordinamento dei manager presieduta da Mario Santangelo, definendola «Inopportuna, in un momento così delicato della Sanità regionale». Martedì i direttori si incontreranno al Pascale. E il giorno dopo saranno ascoltati, insieme con Montemarano, al Consiglio regionale, dalla commissione Sanità convocata d'urgenza da Angelo Giusto.
L'ipotesi più verosimile è che la delibera sarà revocata dagli stessi manager, in modo da non disattendere «l'invito» di Bassolino, per non rischiare così di perdere la poltrona. Tre manager sono già in bilico (Poggi, Russo e Mininni), perché bocciati dalla commissione di valutazione regionale. Lo scandalo degli aumenti di stipendi dei manager ha scatenato le reazioni politiche. Il capo dell'opposizione in Consiglio, Franco D'Ercole, definisce «Inqualificabile ed assurdo il comportamento dei vertici ospedalieri, che non hanno neanche raggiunto gli obiettivi di contenimento della spesa sanitaria nelle rispettive aziende».

Alessandro Chetta

Avviso ai naviganti: BASSOLINO è a piede libero!

Il presidente della regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, ed altre persone, tra cui alcuni assessori, sono stati arrestati dalla Guardia di finanza di Pescara, nell'ambito dell' inchiesta della Procura della repubblica sulla sanità regionale.

Associazione per delinquere, corruzione e concussione per gestione privata nella sanità. Queste le accuse che hanno portato la Guardia di Finanza di Pescara ad arrestare il presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turno, nell'ambito di una vasta operazione che ha interessato anche le regioni Marche e Lazio.


IL BUCO NELLA SANITà IN CAMPANIA è UN POZZO SENZA FONDO, TUTTI I DIRIGENTI SANITARI SONO PIAZZATI IN BASE A SEGNALAZIONI POLITICHE E SI AUMENTATANO CONTINUAMENTE GLI STIPENDI, L'ASSESSORE DEMITIANO MONTEMARANO HA DISINTEGRATO TUTTI CENTRI DI ECCELLENZA, IL CdA DELL'ASL NAPOLI 1 - UNICO CASO NELLA STORIA! - è STATO SCIOLTO PER INFILTRAZIONI CAMORRISTICHE, MA IN GALERA CI è ANDATO UN DILETTANTE, OTTAVIANO DEL TURCO.
SIGNORI, QUESTA è CLASSE, è CLASSE!

giovedì, luglio 10, 2008

Tale padre, tale figlio.

Milano/ Inchiesta derivati: indagato anche Bassolino junior

Il Pd: i milanesi potranno costituirsi parte civile

L'inchiesta sui derivati va avanti. E sono sempre le banche al centro dello scandalo: Deutsche Bank, Ubs, Jp Morgan e Depfa Bank. Ma questa volta, nel mirino del pm Alfredo Robledo, sono finiti anche sei funzionari delle suddette banche. Tra i sei indagati per truffa aggravata al Comune figura anche Gaetano Bassolino, figlio del presidente della Campania Antonio. Bassolino junior è un manager dell'Ubs di Londra. Gli altri cinque iscritti nel registro degli indagati sono: Matteo Stassano di Ubs, Carlo Arosio, Tommaso Zibordi di Deutche Bank, Fulvio Molvetti di Jp Morgan e Marco Santarcangelo di Depfa Bank. E Ieri la Guardia di finanza ha effettuato l'ennesimo controllo negli uffici della Ragioneria comunale per acquisire ulteriori documenti.

Intanto in questi giorni è al lavoro un gruppo di tre esperti per approfondire le operazioni sui derivati del Comune. Il gruppo dovrà completare entro il 28 luglio la ricostruzione tecnica degli strumenti finanziari derivati utilizzati dal Comune e formulare una valutazione finanziaria dei contratti tuttora in essere e di quelli conclusi dal giugno 2005 a oggi nelle date in cui furono sottoscritti. Saranno evidenziati gli effetti economici sul bilancio comunale da tre anni a questa parte, con i possibili rischi finanziari e creditizi per l'amministrazione fino alla scadenza dei contratti. L'incarico conferito non contrasta con la scelta della giunta comunale di selezionare con gara un advisor con compiti di assistenza e consulenza nella valutazione di tutta la struttura finanziaria, passata e futura, del Comune di Milano

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C'è CHI ESPORTA DEMOCRAZIA E CHI ESPORTA I BASSOLINO, AFROGOLESI CHE PURTROPPO SI RIPRODUCONO. QUESTA STIRPE STA IMPIANTANDO IL MODELLO "CAMPANO" OVUNQUE SI INSEDI. Ricordo ai più smemorati che, per via di GAETANO, TOTONNO HA INDEBITATO LA REGIONE per 28 milioni di euro, debito che però sarà a carico delle future amministrazioni e che NOI CITTADINI continueremo a pagare quando TOTONNO già starà bruciando all'inferno da tempo.

DA PARTE NOSTRA, PROPONIAMO DI STERELIZZARE LA BANDA BASSOLINO, DI MODO CHE SI ESTINGUANO PRESTO.

mercoledì, luglio 09, 2008

Magistratura Bassolinizzata

Rinvio al 24 settembre per il processo ai vertici dell’Impregilo e ad Antonio Bassolino, Ma non è detto che a quella data si riprenda (ma quando si è iniziato?).
Il presidente del collegio Giovanni Fragola Rabuano dovrebbe assumere la presidenza del Tribunale di Nola e potrebbe quindi lasciare il processo, azzerando di fatto il procedimento. E' da un anno che, con il divertissement del trasferimento del GUP e della mancata nomina del successore, aggiorno periodicamente la lista degli slittamenti e delle udienze che non si celebrano. La prescrizione è sempre più vicina...ed è pure ora, io francamente non ne posso più.

BASSOLINO SANTO SUBITO!

N.B. Un ringraziamento speciale va anche ai media: senza il loro contributo, Bassolino non sarebbe riuscito in questa impresa. Se avessero scritto/parlato di come si sta svolgendo il processo a carico del presidente,la gente si sarebbe arrabbiata e sarebbe disdicevole. Mi raccomando eh: omertà, sempre omertà. Mafiocrazia rules!

martedì, luglio 01, 2008

Bassolino sconfitto nel suo partito

Evento impensabile fino a pochi mesi fa, ANTONIO BASSOLINO - il padre padrone del PD campano(e non solo) - è da oggi ufficialmente in minoranza nel suo partito. ANDREA COZZOLINO, candidato per la guida della segreteria provinciale di Napoli del PD e su cui il Governatore si è giocato le sue ultime carte, è stato nettamente sconfitto da Luigi Nicolais, ex ministro prodiano e ex creatura ribelle di Bassolino. IL PD, che ha malgovernato con i voti di Bassolino per due decenni, ora che si è scoperto che quest'ultimo è un personaggio impresentabile, ha cercato in ogni modo di isolarlo e liberarsene. Con la sconfitta dell'assessore regionale alle attività produttive Cozzolino, possiamo affermare che il principale partito del centrosinistra ce l'ha quasi fatta. Il Bassolinismo, seppur con infausto ritardo, è ormai al suo epilogo. Chi ha costruito le sue fortune grazie a Bassolino e al clientelismo, sta già abbandonando da tempo una nave che affonda con l'ominide di Afragola. Tanto è vero che Massimo Paolucci, ex braccio sinistro del governatore, ha già annunciato il suo addio alla scena politica.Sarebbe, infatti, addirittura ad un passo dalle dimissioni da consigliere comunale di Napoli "per motivi personali".

In attesa, non ci resta che auspicare che, non appena Basso se ne andrà per raggiunti limiti di sopportabilità, il PD - ma anche il PdL - sappia rinnovarsi e liberarsi di tutti quei personaggi improponibili che, per troppo tempo, hanno pappato distruggendo la nostra regione e la nostra città.

Forse anche la Campania potrà avere un futuro.

mercoledì, giugno 18, 2008

Bassolino: il delirio nella solitudine

Bruno Prezioso


È così, basta girare la città e parlare con la gente: lo stop si chiama Bassolino dal quale dipende il sindaco Iervolino.
L’immondizia è “grande cosa” per l’immagine della città e dell’Italia ma è “poca cosa” per ciò che di delinquentesco è avvenuto nella pubblica amministrazione, e che si perpetua.I sacchetti scompariranno, prima o poi, ma il marciume ormai è nel dna di coloro che hanno assassinato Napoli. La “città delle bustarelle”, di “una scarpa oggi e l’altra dopo il voto” ha compiuto un salto di qualità: consulenti a regime con stipendi dorati.


Bisogna scavare nell’immondizia per conoscere l’entità del disastro finanziario, organizzato capillarmente negli anni per non perdere il potere, ed ancor oggi in aumento. Un filone che non accenna a fermarsi.

“Salvarenapoli” è la parola d’ordine che arriva da più parti, ma c’è uno stop non solo fisico ma psicologico nella persona di Bassolino. Si dice: “Ma chi c’è dopo di lui?” Non è una giusta domanda, lo si mandi prima a casuccia sua e poi si va alla pesca.

È però vero: c’è poco da scegliere nel guardaroba della politica, ma anche di questo è colpevole Bassolino il quale volutamente non ha messo sù una squadra di dirigenti capaci di guadagnare nel tempo i favori dei napoletani. Tanto è vero che oggi, per salvarsi dal patibolo, fa il verso a Berlusconi e mette in campo nuovi personaggi che egli definisce “tecnici”. Quindi il totale fallimento della sua personale “società civile”, che ancora esiste e ben radicata nel malgoverno regionale.

“Non posso lasciare la città, perché vi sono grandi problemi da risolvere, progetti nuovi…”, ma chi gli concede questo amore per Napoli, questa particolare attenzione per il futuro dei napoletani, questo ossessionante diritto di rappresentatività, questo paternalismo spinto a forme estreme nei riguardi dei giovani di Napoli?
Certo sono pochi i giovani che possono contare su una linea privilegiata per lavorare… in banca o su un genitore che ha guadagnato un posto… al Senato. I figli oggi sono "prezzi di politica..." altro che "piezze 'e core".

E tutto accade intorno ad un personaggio che ha occupato i banchi delle “Frattocchie”, la scuola del comunismo, in virtù della quale, già nella prima gioventù, il giovane Bassolino aveva guadagnato una sedia al tavolo dei potenti in Via Botteghe Oscure. Appena sindaco a Napoli si arrese ai… fannulloni (erano decine di migliaia, con loro Bush avrebbe vinto la guerra in Iraq in pochi mesi…) nel senso che li mise a dormire, e i dirigenti lasciarono i posti di comando incassando forti incentivi.

Stessa programmazione, certo più difficile ed anche più dispendiosa, alla Regione. Conclusione: porte aperte al “privato”, il settore sempre combattuto dai politici e sindacati di sinistra ritenendo che fuori dal “pubblico” ci fosse terreno fertile per far crescere “pericolose clientele”. Beh, a leggere le realtà di oggi un po’ di ragione i compagni di Bassolino ce l’avevano anche, ma occorre dire che il ducetto-governatore è andato oltre le previsioni. Con il “bassolinismo”, l’ “Illuminismo” …!

Non è solo lo spreco delle consulenze che preoccupa, anche perché sono state individuate, ma ciò che si va verificando all’interno della Giunta di Bassolino con l’innesto dei “tecnici”: il tecnico-delegato al Turismo, con le già sue note intolleranze verso i napoletani, accusa il Consiglio per un ritardo sulla preparazione di una delibera di 10 milioni di euro per progetti di rilancio (ma non dice quali….); il tecnico-delegato all’economia boccia la programmazione del consigliere economico di Bassolino che rassegna le dimissioni; Paolucci, figliuol prodigo di Bassolino, sbatte la porta.

Il governatore non interviene, accetta… in silenzio. Angelo Giusto (sd) sottolinea che i tecnici si muovono in autonomia, “in delirio di solitudine”. Sommese (pd) è meno drammatico ma ritiene che si tratti di beghe tra i nuovi arrivati. Corace (ps) è del parere che non tutto viene per nuocere e che una diversa valutazione dei fondi UE è necessaria.

Fausto Corace ha toccato al cuore il problema: i fondi UE in arrivo, questa è la vera preoccupazione altro che i telefonini o le bollette dei taxi o le scorpacciate fuori porta o i viaggi in gruppo. E, poi, nei… fondali: 506,47 milioni di euro, una infinitesimale piccola parte, per tappare il buco della sanità che la Regione Campania deve ripianare nel 2008. Fra sei mesi. Un declino inesorabile.

Chi può tolga la penna dalle mani del governatore per non fargli firmare ancora altri mutui, in nome e per conto dei napoletani e dei campani.

A QUALSIASI COSTO.

BASSOLINO ci fa pagare anche un degustatore di formaggi

Tra i 1113 incarichi spunta anche un consulente per degustare i formaggi Ma c'è anche chi viene pagato per gli assaggi di olio nelle scuole


La Regione conferma, in una nota ufficiale, «che il numero delle consulenze è pari a un totale di 1113 incarichi di diversa natura — tra cui singole docenze, collaudi eccetera — per un importo di spesa prevista di circa 11 milioni di euro ». Poi, ancora, evidenzia che l'elenco pubblicato dal ministero della Pubblica Amministrazione è una «aggregazione estremamente eterogenea». Ed ha ragione. Perché non possono che essere eterogenee ( di diversa natura o qualità, vario, non uniforme: dal dizionario De Mauro) alcune delle consulenze assegnate. Soprattutto in agricoltura ed in particolare per i corsi di formazione e gli stage professionali. Tra questi spiccano i «Corsi innovativi di vivaismo olivicolo» dove una docenza costa 170 euro. Ma sarà stato uno sforzo tecnico enorme organizzare il «Corso per assaggiatori di olio d'oliva» dove gli incarichi variano dai 400 ai 1.295 euro. E che dire dello stage sulle «Strade del vino» e sul convegno «La mela di Grottolella », di tale importanza che è stato necessario pagare un relatore (anche se solo 113 euro). Tra l'olistico e la new age, invece, il corso su «La cera, il polline, la pappareale, la nutrizione ». Proprio per la rilevanza dell'argomento i docenti sono stati pagati 500 euro. Molto divulgativa, inoltre, l'iniziativa denominata «Il gusto di imparare il gusto». Dalla quale è scaturita la «giornata di assaggio degli olii di oliva nelle scuole elementari». E qui la consulente, chissà se ad assaggio o a giornata, è stata pagata 758 euro. Molto più ragguardevole, invece, il ruolo di una signora plurincaricata. Consulente per docenze in agricoltura (345 euro, 518 euro e 60 euro), incaricata di «analisi sensoriale del formaggio» (400 euro), specialista nelle «strade del vino» (220 euro) e protagonista delle «degustazioni guidate di formaggi » (225 euro, 229 euro, ancora 229 euro e infine 408 euro). Ma il mondo variegato degli incarichi eterogenei restituisce consulenze, per corsi professionali su «l'ape: morfologia, anatomia e nomadismo», «il latte: composizione e qualità casearia » e «caratteristiche qualitative e sensoriali degli olii monovarietali». Nessuno nega che siano state ben pagate le due ore di consulenza (costo 165 euro) al corso «caratteristiche strutturali e funzionali dei locali di accoglienza e la loro segnaletica ». Com'è giusto, e stavolta si tratta di una consulenza di quelle «in senso proprio», segnalare che il coordinatore della task force per la pubblicità della Regione oltre ad avere i suoi incaricati esterni (due pagati 210.000 euro) ha bisogno anche di uno staffista che costa cinquantamila euro. Nel lungo elenco del ministro Brunetta sono finite anche Province, Camere di Commercio, Asl e ospedali. Nel calderone, stavolta, ci sono incarichi di diversa natura. Dagli stipendi dei membri dei consigli direttivi degli enti camerali, quasi tutti industriali e commercianti che guadagnano dai ventimila ai settantamila euro a seconda della posizione, alle retribuzioni dei respondabili delle Edisu. Tra le Province con numero di nomine maggiori c'è quella di Napoli: 67 incarichi per quasi due milioni di euro. Il record in campo sanitario spetta, invece, all'Azienda ospedaliera Cardarelli di Napoli. Qui 36 incarichi sono costati poco meno di ventuno milioni e mezzo. In gran parte soldi servizi per pagare progettisti (che guadagnano anche più di due milioni e mezzo) e direttori dei lavori costati oltre un milione di euro ad incarico. Ma in tutto questo giro vorticoso di soldi c'è anche chi ha visto pochi spiccioli. E' il caso di Pasquale Alario, docente ad un corso di formazione professionale in agricoltura nel 2006. Per l'incarico gli era stata stanziata, dalla Regione, la somma di 58,40 euro. Invece ha incassato, secondo il ministero, soltanto 2,42 euro.

martedì, maggio 27, 2008

Bassolì, te ne vai o no?


Incenerire è un po’ morire. Parola di Guido Viale ex leader di Lotta Continua ma soprattutto neoconsulente reclutato dal governatore della regione Antonio Bassolino per studiare come la Campania dovrà gestire la questione dei rifiuti una volta che se ne sarà andato il sottosegretario con delega all’emergenza, Guido Bertolaso. “L’inceneritore è una macchina due volte tossica. In primo luogo è tossica perché rilascia scorie pericolose che vanno sotterrate in discariche ad hoc, mentre il resto (quattro quinti) se ne va in fumo. (…)

Affidereste voi il funzionamento di una macchina così pericolosa a chi ha gestito i rifiuti campani negli ultimi decenni?”, scriveva a gennaio sul Manifesto Viale che è critico anche nei confronti del piano varato nel corso del Cdm di mercoledì scorso, come del “nuovo sottosegretario che da Commissario straordinario non era riuscito a far valere le sue doti organizzative”. Viale è stato nominato dalla giunta campana tra i membri del gruppo tecnico di lavoro istituito per programmare il rientro alla gestione ordinaria del ciclo integrato dei rifiuti di cui, tra glia latri, fa anche parte quel Fortunato Gallico che già nel 2003 aveva presentato il suo piano sulla raccolta differenziata: un piano pagato 50 mila euro e che è rimasto lettera morta.

Viale non è un membro qualunque del gruppo istituito per volontà del governatore Bassolino, dal momento che prende il posto di Walter Ganapini, per il quale, del resto, la contrarietà ai termovalorizzatori è valsa addirittura la nomina ad assessore all’ambiente della regione Campania. Per la verità la critica di Viale non risparmia nessuno e nulla: tuona contro il nuovo piano del governo che prevede quattro termovalorizzatori (e “niente sulla raccolta differenziata”) e le discariche per gestire i rifiuti “in attesa di accendere il loro fuoco purificatore”.

“Per difendere ciò che vi viene fatto dentro – scrive Viale - provvederanno l’esercito e l’inasprimento delle pene per chi si oppone: una soluzione che verosimilmente verrà applicata anche a chi contrasterà i piani di incenerimento. Così l’ambientalismo del ‘fare’, che negli ultimi mesi si è speso per promuovere l’incenerimento assai più che la raccolta differenziata o la riduzione alla fonte, per non parlare del trattamento meccanico biologico del residuo indifferenziato, che potrebbe ridurlo quasi a zero, può celebrare i suoi trionfi. A condizione che a proteggerlo ci sia l’Esercito”. Da Il Velino, diretto da Daniele Capezzone.

Maria Giovanna Maglie

N.B. RIFFLESSIONE: Bassolino va in tv e dice che bisogna fare i termovalorizzatori ma poi imbarca due esponenti della estrema sinistra che si sono detti contrari, Ganapini e Viale. Più che un rimpasto in giunta, è il solito magna magna che non si è mai interrotto. A Bassolì quanto ci costi...

domenica, maggio 25, 2008

Bassolino elogia Berlusconi

Bassolino, ormai solo al comando e odiato dal 95% della popolazione italiana (il restante 5 ci ha fatto affari...), non sa più dove trovare appigli ed è cotretto ad elogiare Berlusconi, di cui diceva peste e corna fino al giorno prima.

BASSOLINO: "chapeau" a Berlusconi, sobrio e di parola

Tanto di cappello al premier Silvio Berlusconi per l'attenzione e la sobrietà dimostrata relativamente all'emergenza rifiuti in Campania. A dirlo è il governatore della Regione Antonio Bassolino. "Convocando il primo Consiglio dei ministri a Napoli (Berlusconi) ha rispettato un impegno preso con i suoi elettori e con l'intera città. In più ha scelto una linea di sobrietà che ho molto apprezzato: non è venuto a fare passerella e ha mostrato senso dello Stato. Tornerà la prossima settimana per monitorare l'andamento della vicenda. Cosa dire? 'Chapeau'", ha detto Bassolino in un'intervista al Corriere della Sera. "Potremmo essere giunti finalmente a una svolta" nella situazione dei rifiuti in Campania, aggiunge il governatore. Mercoledì il Cdm ha nominato il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso sottosegretario alla presidenza del Consiglio con poteri sulla gestione dei rifiuti nella Regione, e ha varato un decreto legge sull'emergenza che individua alcune discariche in Campania, definite da Berlusconi "siti di interesse strategico nazionale", da presidiare anche con le forze armate. Oggi Bertolaso è a Napoli, dove alle 13.30 terrà una conferenza stampa in prefettura dopo aver incontrato i rappresentanti degli enti locali e il commissario straordinario Gianni De Gennaro, il cui incarico si concluderà lunedì prossimo. Secondo fonti governative, il dl rifiuti dovrebbe essere firmato oggi e venire pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale domani o lunedì: a quel punto si saprà quali sono i siti individuati nelle cinque province.

Nell'intervista al Corsera, Bassolino difende la scelta di non essersi dimesso all'epoca delle polemiche nei suoi confronti. Scelta grazie alla quale "è cresciuta la consapevolezza del problema e della sua complessità (PER FORZA, CI STAI ANCORA TU!). Mi sembra che si stia remando tutti nella stessa direzione, assumendosi anche il peso di scelte difficili e impopolari".

mercoledì, maggio 21, 2008

Bassolino allo specchio

RIFIUTI: BASSOLINO, CAMORRA? IN GIRO VEDO BRUTTE FACCE


(ANSA) "Penso che bisogna dire le cose come stanno: dietro il problema dei rifiuti non ci sono soltanto la camorra e la criminalita', ma ci sono anche la camorra e la
criminalita'. Vi sono brutte facce in giro e la camorra da sempre e' interessata a gestire discariche illegali o a gestire rifiuti tossici. Lo ha detto Antonio Bassolino".

In foto una brutta faccia, quella che Bassolino vede più spesso...

L'arroganza di Bassolino a Porta a Porta.

Si è appena conclusa, alla presenza del dittatore semianalfabeta della Campania(il cui nome, per senso del pudore, non sarà pronunciato), la puntata più grottesca della storia di Porta a Porta. Bruno Vespa, preferendo il gossip alla cronaca, pur di prendere le difese del Balbuziente di Afragola e confermarsi un asservito, ha finito per prendersi gioco dei cittadini di Chiaiano in collegamento esterno che manifestavano la loro indignazione. Questi ultimi, infatti, hanno ripetutamente attaccato gli amministratori campani facendo più volte il nome di Bassolino (scusatemi per la parolaccia!), senza che il diretto interessato intervenisse mai per rispondere ad accuse specifiche e, magari, provasse a difendersi. Anzi, quando, con la sua solita faccia di tolla, ha bofonchiato qualcosa nel suo italiano stentato, si rivolgeva agli astanti come se nulla fosse e ignorando gli attacchi mossigli. Poi, ad un certo punto, dai cittadini di Chiaiano stufi di sentire l'ennesimo sproloquio del governatore, sono partiti fischi e insulti al suo indirizzo, ma Vespa ha fatto togliere immediatamente l'audio di modo che il lìder maximo ha potuto confermarci le sue paranoie.

Da Bassolino, un po' per la faccia di tolla che si ritrova e un po' perchè non sa l'italiano, non sapremo mai nulla sul processo a suo carico nè lo vedremo andarsene di sua spontanea volontà. Non avendo dignità, intende calcare la scena - contro la volontà del pubblico - fino alla fine. E i fischi non sono ammessi.

Spiace che gli Italiani, dopo aver visto in tv le immagini di Napoli ricoperta dai rifiuti, abbiano dovuto trovare anche Bassolino a Porta a Porta.

Al peggio non c'è limite.

giovedì, maggio 15, 2008

NON SI PUò PIù TACERE

CLAUDIO VELARDI, L'ASSESSORE DI BASSOLINO, SI SCAGLIA CONTRO GLI ADEPTI DEL SUO PRESIDENTE

"Ormai siamo oltre il livello di guardia: la situazione dei rifiuti è di nuovo insostenibile. E intollerabile è l’atteggiamento della politica e delle istituzioni, lo dico misurando bene le parole. Da alcune settimane c’è stato un generale allentamento della tensione sul tema rifiuti. Malgrado il lavoro incessante di Gianni De Gennaro e i grandi sforzi di Walter Ganapini, nella sostanza non sono stati aperti siti per la raccolta, non sono state rispettate scadenze e procedure per l’avvio generalizzato della differenziata, non si intravede un’uscita strutturale dalla crisi. Nel frattempo abbiamo visto nelle ultime settimane sfilare insieme - in tutta la regione - politici e piccoli delinquenti contro i timidi tentativi di affrontare l’emergenza. Si sono succedute irresponsabili dichiarazioni di amministratori, fino alla penosa presa di posizione del Consiglio comunale di Napoli dell’altra sera. La classe dirigente della città ha firmato una dichiarazione collettiva di incapacità di governo, abdicando totalmente al proprio ruolo, che dovrebbe essere quello di guidare i cittadini, e di indicare, quando è il caso imporre, soluzioni (anche sgradevoli) ai problemi. Ma la caduta di tensione è generalizzata. Dal giorno successivo alle elezioni tutti aspettano l’arrivo salvifico di Berlusconi: un atteggiamento che giudico autolesionistico e anche vagamente immorale. Intanto autolesionistico, perché l’intervento del governo ci sarà, darà dei risultati (come sperano tutti i cittadini, e io con loro), e la classe dirigente locale subirà un’ulteriore delegittimazione. Ma anche immorale, perché scaricare così le proprie responsabilità non è degno, appunto, di una classe dirigente che voglia dirsi tale. In questa situazione, io sento una duplice necessità. Da due mesi e mezzo incontro operatori turistici, albergatori, amministratori locali, turisti, cittadini che vogliono dare una mano, su questo blog sviluppo con voi un dialogo crescente: è un patrimonio di relazioni che voglio sviluppare e fare crescere, su cui si gioca anche la mia personale credibilità. Non posso (e non voglio) fare la guardia al bidone vuoto, non posso (e non voglio) prendere in giro il prossimo, dicendo che la soluzione del problema è vicina. Dall’altra parte, non metto in discussione il mio rapporto di fiducia e di lealtà con la giunta regionale e con Bassolino: penso sia l’unico pezzo di classe dirigente che cerca di far fronte alle grandissime difficoltà. Ma proprio per questo dobbiamo rapidamente dare una scossa a tutti. Altrimenti i nostri sforzi saranno assolutamente vani".

VELARDI INIZIA BENE ATTACCANDO GLI UOMINI PIAZZATI DA BASSOLINO NEGLI ULTIMI 15 ANNI, MA POI SI PERDE PER LA STRADA GIURANDO ANCORA FEDELTà ETENRA ALL'AFRAGOLESE.
APPREZZIAMO IL GESTO, MA SOLO A METà.

Il neoassessore di Bassolino, esasperato, boccia la maggioranza di cui fa parte sperando di farsi cacciare.

Sono bastati 2 mesi al neoassessore regionale al Turismo, CLAUDIO VELARDI - d'alemaniano di cappa e spada - per comprendere con quale marmaglia divide il talamo
Nel suo blog ha attaccato duramente il comune di Napoli scrivendo che "gli amministratori comunali sono irresponsabili e penosi. Non farò la guardia al bidone.
E' immorale scaricare le proprie responsdabilità su Berlusconi"

Peccato solo che si sia dimenticato di aggiungere che LA GIUNTA REGIONALE è PERSINO PEGGIORE...



Claudio Velardi spara sul «quartier generale». Alzo zero, soprattutto nei confronti del Comune di Napoli. Sul suo blog, l’assessore al Turismo della Regione Campania parla dell’emergenza rifiuti, ricordando che la «situazione è di nuovo insostenibile». La colpa? «La classe dirigente della città che ha firmato una dichiarazione collettiva di incapacità di governo, abdicando totalmente al proprio ruolo, che dovrebbe essere quello di guidare i cittadini, e di indicare, quando è il caso imporre, soluzioni (anche sgradevoli) ai problemi». Parla di «irresponsabili dichiarazioni di amministratori, fino alla penosa presa di posizione del Consiglio comunale di Napoli dell’altra sera». Il riferimento di Velardi è alla decisione del Consiglio comunale di Napoli di opporsi alla realizzazione della discarica di Chiaiano, alla periferia della città.
Dopo questa prenessa e questo affondo, Velardi sembra sul punto di gettare la spugna. «Non posso (e non voglio) fare la guardia al bidone vuoto, non posso (e non voglio) prendere in giro il prossimo, dicendo che la soluzione del problema è vicina - conclude - Dall’altra parte, non metto in discussione il mio rapporto di fiducia e di lealtà con la giunta regionale e con Bassolino ( e qui hai perso tutti i punti che avevi guadagnato...): penso sia l’unico pezzo di classe dirigente che cerca di far fronte alle grandissime difficoltà. Ma proprio per questo dobbiamo rapidamente dare una scossa a tutti. Altrimenti i nostri sforzi saranno assolutamente vani».
Ma l'ex braccio destro di D'Alema si scaglia anche contro chi si attende un intervento messianico da parte di Berlusconi, continuando nel contempo nella tattica del tanto peggio tanto meglio. «Non si può più tacere, e intollerabile è l’atteggiamento della politica e delle istituzioni, lo dico misurando bene le parole». «Dal giorno successivo alle elezioni tutti aspettano l’arrivo salvifico di Berlusconi: un atteggiamento che giudico autolesionistico e anche vagamente immorale - spiega Velardi - Intanto autolesionistico, perchè l’intervento del governo ci sarà, darà dei risultati, come sperano tutti i cittadini, e io con loro, e la classe dirigente locale subirà un’ulteriore delegittimazione. Ma anche immorale, perchè scaricare così le proprie responsabilità non è degno, appunto, di una classe dirigente che voglia dirsi tale».
«Da alcune settimane c’è stato un generale allentamento della tensione sul tema rifiuti - sottolinea Velardi - Malgrado il lavoro incessante di Gianni De Gennaro e i grandi sforzi di Walter Ganapini, nella sostanza non sono stati aperti siti per la raccolta, non sono state rispettate scadenze e procedure per l’avvio generalizzato della differenziata, non si intravede un’uscita strutturale dalla crisi». «Nel frattempo - aggiunge - abbiamo visto nelle ultime settimane sfilare insieme, in tutta la regione, politici e piccoli delinquenti contro i timidi tentativi di affrontare l’emergenza. Si sono succedute irresponsabili dichiarazioni di amministratori».

E maiali, incuranti, continuano a pappare...

Il presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo ha presentato un pacchetto di dodici nomine per altrettanti enti regionali. Apriti cielo. È scattata, immediata, la polemica all'interno dell'assemblea. A sollevarla il capogruppo del Pd in consiglio Mario Sena che ha dipinto come «indegno» l'accaduto. Ovvero che la Lonardo - sotto processo per concussione - si sia avvalsa di poteri sostitutivi previsti dalla legge per varare il pacchetto, nelle more dell'assemblea, inerte da più di un anno su questo versante. «Sono state fatte nomine di cui apprendo dai giornali - ha tuonato Sena - Scelte fatte non secondo i criteri delle competenze ma privilegiando il rapporto personale e politico (capirai che novità, per Lady Mastella e gli amici di Basso!) . Gli altri fanno le lottizzazioni, e io devo avallarle? In sette anni - ha proseguito - di Consiglio non ho mai fatto una nomina (poverino, fategliene fare una!). Per le rimanenti 50-60 nomine chiedo di procedere con criteri diversi, di trasparenza e professionalità. I nomi che leggo - ha concluso - sembrano scelti per appartenenza politica».

La bufera per le nomine soffia soprattutto tra le fila del Partito democratico (AAA CERCASI OPPOSIZIONE!. Tanto che in aula è andato in scena un vivace battibecco tra Sena e il collega di partito Antonio Amato. Quest’ultimo che si è rivolto in modo polemico al suo capogruppo esclamando: «Tutto questo per quattro nomine di...». Altri malumori nel Pd con Anzalone e Iossa che hanno manifestato l’intenzione di abbandonare i lavori. Perciò, seduta sospesa e conferenza dei capigruppo convocata da Sena e presto abbandonata da An per protesta mentre era ancora in corso.


QUALCUNO, SE VEDE L'OPPOSIZIONE, CI AVVISI.
AH, COME DITE?
SONO OCCUPATI A RACCOGLIERE PER TERRA LE BRICIOLE?
NON NE DUBITAVAMO...

mercoledì, maggio 14, 2008

Il processo slitta verso la prescrizione, si va al 2 luglio.

Per un difetto di notifica ad alcuni imputati, il processo slitta al 2 luglio. Aula affollata dagli avvocati, gli imputati assenti

È stato rinviato al 2 luglio prossimo il processo davanti alla V sezione del Tribunale di Napoli (Collegio C) nei confronti di 28 imputati, tra i quali il governatore della Campania Antonio Bassolino, accusati di irregolarità nella gestione del ciclo di smaltimento dei rifiuti in Campania. Il rinvio è stato determinato dal difetto di notifica per alcuni imputati nonchè dalla necessità di comporre un nuovo collegio giudicante, in quanto un magistrato del Collegio C aveva chiesto il trasferimento all’ufficio Gip e un altro giudice è ammalato( ma guarda un po' il caso che ti combina...ndr). Nel corso dell’udienza ci sono state nuove costituzioni di parte civile di Comuni della Campania e associazioni ambientaliste. L’udienza, che è tuttora in corso, si sta svolgendo in un’aula affollatissima per la presenza di numerosi avvocati della difesa e delle parti civili nonchè di cronisti e uomini delle forze dell’ordine. Un ambiente apparso inadeguato ad ospitare un numero così consistente di persone tanto che il presidente Clara Donzelli ha disposto che a cominciare dal 2 luglio prossimo il processo sarà celebrato in un’aula più capiente della Corte di Assise, sempre all’interno del nuovo Palazzo di Giustizia al Centro direzionale. All’udienza di oggi sono assenti quasi tutti gli imputati.

D'ERCOLE (AN) - «Di questo passo occorreranno tempi biblici per arrivare alla conclusione». È quanto ha sostenuto il capo dell’opposizione in Consiglio Regionale, Francesco D’Ercole, a commento del rinvio. «Sicchè - ha proseguito - il rischio di prescrizione per alcuni reati, paventato, per l’ennesima volta, appena qualche giorno addietro, diventa sempre più consistente e preoccupante».

Lo spettacolo è rimandato al 2 luglio...