venerdì, ottobre 03, 2008

Bassolino e la camorra.

Ieri sera Matrix si è occupata della brillante operazione di polizia contro il clan Schiavone alla presenza di Maroni in qualità di rappresentante dello stato e di Antonio BASSOLINO quale conoscitore di camorra.

Mi sono trovato, per la prima volta, d'accordo con il Cacaglio che, pur nel suo italiano stentatissimo, ha espresso un concetto molto valido: ossia che la camorra è dentro le istituzioni e ha diversi politici quali referenti.

Bassolino, almeno quando si tratta di discutere di camorra, ha dimostrato di essere ferrato. Tanto è vero che ha ammesso di aver incontrato, riconosciuto e parlato con lo zio di "Sandokàn" proprio a Casal di Principe. Chissà per discutere di cosa. I Casalesi hanno optato per una strategia più istituzionale e meno di rottura a partire dagli anni '90, grosso modo proprio da quando Bassolino ha fatto carriera prima come sindaco di Napoli e ministro del lavoro (dove si è inventato "i lavoratori socialmente utili", ossia dei nullafacenti stipendiati che sembrano rievocare la biografia dell'ideatore), poi come presidente della giunta campana.

All'ex ragazzo spazzola dalle mille prescrizioni i voti, si sa, non sono mai mancati. Nemmeno da Casal di Principe e nonostante i suoi denti storti e perennemente gialli, i suoi gessati da padrino, la sua tintura per capelli color petrolio e il suo eloquio approssimativo.

Tanto più che, leggendo la corrispondenza di Vincenzo Schiavone pubblicata sui giornali - il contabile di "Sandokàn", come lo chiama simpaticamente Bassolino - ha appurato che questi scrive e si esprime molto meglio del nostro presidente di regione.

Forse dovrebbe candidarsi alle prossime elezioni.

L'affiliato di "Sandokàn", non Bassolino...

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